Facciamo il lifting al sito web?

Pensiamoci seriamente.

 

Un sito web che si rispetti deve adattarsi ad un’infinità di fattori che cambiano col passar del tempo: la tecnologia, i gusti degli utenti, tutto cambia.

Avere un sito web che andava bene tre anni fa non è come mettere un capo d’abbigliamento comperato nello stesso periodo.

É come ostinarsi a mangiare del prosciutto che si trova nella confezione aperta da più di una settimana: puoi anche ingollartelo per fame ma non è una buona idea.

Pensiamo che per rimettere in sesto un sito web sia necessario cambiare tutto e spendere una cifra incredibile? Sbagliato.

In molti casi basta rimodernarne il contenuto, è probabile che nel tempo siano cambiati gli obbiettivi dell’azienda, il target cui rivolgersi.

L’avvento dei dispositivi mobile e delle tecniche di web design responsive hanno reso automaticamente inutili milioni di siti web che non garantiscono una visualizzazione ad hoc su smartphone, tablet, tutti strumenti che usiamo con frequenza, spesso quotidianamente.

Ed i competitors? Cambiano la propria immagine e si rinnovano, sono sempre più agguerriti perché il mercato lo impone. É necessario aggiornare anche la veste grafica e dare in questo modo un look più interessante ed efficace. 

Viene chiamato redesign ma a me piace dargli in nome lifting, perché quello perfetto ti dona un risultato favoloso senza alcun danno all’immagine.

E se il sito web in questione è dinamico basterà davvero un tocco di professionalità, facendo attenzione ad un paio di situazioni per pianificare l’operazione per tempo e sempre in stretta collaborazione con professionisti che padroneggiano la materia.

Questo cambiamento porterà nuove energie, nuovi utenti e nuova e graditissima moneta di ritorno. What else?

Vi è mai capitato di buttare un occhio al sito web di un ristorante per scegliere dove andare a rifocillarsi o per scegliere il posto adatto ad una serata speciale?

Spesso scopro con orrore che il menù nella pagina dedicata, anche in estate, descrive i piatti scelti per la Cena di San Silvestro!

Subito bocciato, perché se sono così attenti anche al cibo che comprano, potremmo passarci una serata in compagnia del mal di pancia, non di certo a godere di un lauto pasto.

Scegliere la migliore web agency per il sito

Facile, direi.

Partiamo dal presupposto che sia una grande opportunità trovare la migliore web agency, quella capace di capire i punti forza, entrare nel vostro pensiero. Anche un po’ affine al vostro carattere, pregi e difetti, per aiutarvi ad emergere.

É come la magia, ed anche vicino alla freddissima matematica, questo per dire che ci sono regole ferree da rispettare e, dall’altra parte, la creatività, che fa la differenza. Ecco, insieme, questi due ingredienti la fanno da padrone.

Solo che per realizzare il tuo progetto, ahimè, c’è un punto base, dal quale partire, che non è di poco conto: cosa sei disposto a spendere.

Purtroppo questo ti catapulta in un range ben ristretto di possibilità. Se vuoi/puoi spendere intorno ai 500 euro non c’è gran futuro: con questa cifra avrai l’occasione di esserci ma non di lasciare il segno.

Tradotto, se spendi pochi soldi e non generi alcun ritorno avrai buttato quei pochi euro. Se decidi, invece, di spendere 5.000 euro per un sito web, e nel primo anno avrai un ritorno di 10.000 euro, avrai generato ben 5.000 euro sull’investimento.

E, si sa, più si investe, più c’è la possibilità di guadagnare. Il tuo futuro merita un prestito, che peraltro potrai restituire quanto prima!

Perché per avere ritorno dal web ci sono standard da rispettare, e professionisti veri, quindi capaci, da pagare. Affidarsi ad una web agency capace è di basilare importanza.

Dipende dai risultati che vuoi ottenere

É sempre e solo una tua scelta, come quella di comperare un paio di scarpe. Infatti, se ti servono per andare al lavoro e tu cammini molto per questo, se ci tieni ad una certa immagine, se vuoi bene ai tuoi piedi che peraltro sono delicati, se non puoi per nessuna ragione spendere di più, allora hai già deciso.

Forse però non hai preso in considerazione altri fattori: per esempio, se piove forte, anche la prima volta che le indossi, sarai costretto a buttarle via. Peccato!