La tua opinione conta…

Sempre e comunque. Prima di tutto la tua opinione conta per le persone che hai vicino e che sanno dare alle tue parole un valore. Perciò bisogna stare attenti a ciò che si dice, soprattutto ai propri figli, che assorbono le opinioni dei genitori, responsabili,  con l’esempio, alla loro formazione, prima che possano avere un’idea propria di qualsivoglia cosa.

Ma diamo un occhio di tipo tecnico/commerciale all’opinione: se pronunciata da persone con un certo seguito va da sé che l’importanza aumenti e influenzi l’opinione pubblica, portando a raggiungere ciò che vuole: portare dati positivi verso il proprio prodotto/servizio.

Perché alla base di tutto ci sono i dati, e l’analisi degli stessi da parte di chi, nel nostro lavoro, si occupa di svilupparli per trovare il modo poi, con il cliente, di raggiungere gli obiettivi che ci si è prestabiliti.

Tutti dati rintracciabili dai movimenti di chiunque usi internet, smartphone o che semplicemente viva.

Oggi sfruttare i dati analizzandoli non è solo un vantaggio competitivo ma soprattutto una necessità che i clienti non possono ignorare se vogliono raggiungere ciò che vogliono.

Sono infinite informazioni che se analizzate ed usate a proprio vantaggio sono in grado di portare ogni Azienda a raggiungere i propri obiettivi di vendita. Perché se vale sempre il confronto tra domanda ed offerta e siamo capaci di farle coincidere il gioco è fatto.

Ecco l’importanza di un parere tecnico, perché le nostre impressioni, ciò che immaginiamo o ci sembra, spesso non corrisponde alla realtà, mentre l’analisi dei dati, quella, è capace di spiegare più di ogni cosa ciò che in realtà viene percepito dalla gente.

Ogni opinione infatti, determinata anche solo da un nostro gesto sulla tastiera, un like, un acquisto, una pagina visitata, corrisponde ad un orma lasciata ed è analizzando ognuna di queste tracce che si è in grado di capire i bisogni di un determinato tipo di clientela e calibrare così i contenuti facendo della reale comunicazione mirata, in grado di arrivare dove si vuole.

In poche parole non esiste comunicazione senza adeguata analisi delle informazioni. Sappiatelo!!

 

 

 

Scegliamo. Sempre.

Anche inconsapevolmente. E qui, i maghi del marketing sanno bene come muoversi.

Perché ogni scelta che facciamo, credendo pure di agire per nostra volontà, in realtà è orchestrata da altri. E non sto parlando di qualche potenza divina, poi ci sarà anche il suo zampino, per carità, ma mi riferisco a tutte quelle menti acute che fanno in modo che noi, di nostra sponte, compiamo una qualsiasi azione cui loro ci indirizzano, per scopi commerciali.

Ci rechiamo in un luogo, piuttosto che in un altro ed acquistiamo un prodotto/servizio rispetto a mille altri. E vi dirò di più, sono anche in grado di farci cambiare le nostre abitudini, portandoci verso le loro, e facendoci credere che sia stata una nostra scelta.

Davvero impressionante.

C’è tanto studio alla base di tutto questo e se io, ieri pomeriggio al supermercato, ho comperato un prodotto diverso dal solito, è perché sono stata attratta da qualcosa. Che sia stato il prezzo conveniente? Magari solo perché la confezione, di formato diverso, ne conteneva meno o il colore, più brillante, non poteva non attirarmi. Oppure ho letto una parola che mi ha convinta in un nanosecondo che quel prodotto fosse più sano/gustoso/delicato.

In ogni caso la mia scelta è stata pilotata, e questo è marketing. Puro.

Sul web è poi tutto amplificato, e qui entra in gioco l’abilità di professionisti, capaci, con immagini e contenuto, di portarti verso una scelta piuttosto che un’ altra.

Non siamo un mondo di rimbambiti cronici e se andiamo al supermercato per comperare qualche prodotto ed arriviamo alla cassa con il carrello della spesa colmo non è colpa unicamente del nostro modo compulsivo di acquistare.

Se ci capita di acquistare molto più di quanto dovremmo è proprio perchè ci portano a farlo. E ci riescono, a quanto pare, molto ma molto bene.

Così per quanto riguarda l’abbigliamento, le auto, qualsiasi cosa.

Perché siamo tutti influenzati da mille input dei quali ci accorgiamo, e da mille altri che ci condizionano in  modi diversi mentre viviamo le nostre giornate: quando siamo in auto, vediamo un programma, leggiamo un quotidiano! Molte nostre scelte sono pilotate da altri.

In poche parole, i criteri che noi usiamo nelle nostre valutazioni quotidiane sono stati lungamente studiati/analizzati, proprio per far sì che questi possano essere manovrati da una comunicazione continua, verbale e paraverbale, capace di farci salire su quei binari che ci porteranno ad agire secondo le loro volontà. Nel limite, ovvio!!

Bene, allora mettiamoci l’anima in pace e se siete calvi ma trovate nella vostra doccia uno shampoo antiforfora che vi guarda, non mi preoccupate, vi avranno inconsciamente convinto che ne avete un assoluto bisogno. Chissà, potrebbe essere benaugurante!

Non siamo matti, ma tanto, tanto bersagliati da mille informazioni e certamente degnamente guidati.

Netiquette. Il bon ton del web.

Se l’etichetta corrisponde, in pratica, alla buona educazione, la netiquette, dall’inglese network, rete, e dal francese étiquette, etichetta appunto, è un insieme di regole informali che disciplinano il comportamento corretto ed educato da tenersi sul web.

Visto che sul web ci si rapporta con moltissime altre persone, anche a nostra insaputa, sarebbe il caso di usare dei modi di tutto rispetto, e sapere di cosa si tratti.

Come sempre il buonsenso da solo dovrebbe essere in grado di guidare chiunque in qualsiasi situazione ma, visto che di questi giorni non è facile, ci prenderemo la briga di dare un’occhiata ad alcune di queste regole, in grado di aiutarci ad avere un buon comportamento, anche mentre facciamo parte di questo mondo virtuale.

Certo non si rischia nulla giuridicamente parlando ma certamente di essere isolati o addirittura bannati da liste/gruppi/forum o reti sociali di vario genere.

Come riguardo a tutte le regole di educazione ce ne sono alcune cui si potrà soprassedere ed altre invece, così importanti, da richiedere la sospensione dell’utente incapace di buone maniere se non vengono rispettate.

I comportamenti contrari alla netiquette, per eccellenza, sono certamente quelli che recano danno ad altri utenti in Rete. Da quando il web è nato, il concetto di netiquette è cambiato e si evolve ogni giorno, ma come l’educazione nella vita, la netiquette è decisamente importante.

Ad esempio l’invio di email a tutti i propri indirizzi inserendoli insieme nel campo “A”, quindi mostrandoli apertamente a tutti i destinatari, viola la prima regola di privacy.

Senza contare che se uno dei computer fra quelli dei destinatari risultasse portatore di virus, il rischio di infettare tutti gli altri destinatari sarebbe altissimo.

E poi inviare spam, effettuare mailbombing, è pure considerata contro la netiquette.

Scrivere usando il carattere maiuscolo o non porre l’Oggetto nelle mail inviate, anche.

Perché se tutti noi ricevessimo, nelle centinaia di mail che riceviamo per lavoro ogni giorno, un numero di queste senza l’oggetto specificato, non sarebbe possibile capirne da subito l’argomento, quindi la priorità di lettura cui segue.

Insomma, se siete delle persone decisamente educate nella vita di tutti i giorni, rispetterete certamente la netiquette, e sarete quindi benvenuti e benvoluti in ogni forum o social web site.

Evviva!!

 

Il business su facebook

Sono davvero felice di scriverne a riguardo, perché Facebook, questo Social Media, è un giovane fenomeno, nato nel 2004 ma in Italia ha raggiunto ad oggi standard incredibili. Da una decina d’anni è diventato un reale fenomeno. Un fenomeno anche di business.

MA…

Per gioco, trovare vecchi amici, amori, farsi i fattacci degli altri è gratuito ed è un fatto. Se vogliamo, invece,  che la pagina Facebook della nostra azienda dia certi risultati in termini di guadagno, allora non è più gratuito.

GIÁ…

Infatti, quando un cliente desidera usare Facebook a fini di business, gli va spiegato bene quanto segue:

Facebook funziona ma dipende da molti fattori: dal brand, dal settore, dagli obiettivi, di certo è un’ottima vetrina ma come per ogni vetrina dipende da cosa è esposto, da come è addobbata la vetrina stessa, dagli obiettivi di vendita etc…

Prima di tutto tornando all’articolo precedente, bisogna pensare al budget a disposizione. Perché se investi un piccolo gruzzoletto avrai come ritorno un piccolo gruzzoletto.

Se, al contrario, decidi di investire di più ecco che ti si aprono porte dalle quali certamente esce il tuo denaro ma dalle quali rientra anche nel giro di tot tempo, nella stessa quantità, e più…

Ma bisogna curarla la pagina Facebook di un’Azienda, e soprattutto saperla curare: ogni giorno sarebbe da scriverci, analizzare, rispondere, incrementare.

A monte deve esserci un piano editoriale ben preciso, che ci dia la possibilità di stabilire degli obiettivi ed una strategia che porti a ciò che il cliente desidera raggiungere.

Serve la pagina Facebook, eccome se serve, ma bisogna saperla utilizzare: come ogni strumento.

Se possiedi un trapano spaziale, capace di mille funzioni ma non lo sai usare, meglio che ti armi di martello e buona pazienza. Di certo non sognarti di fare del bricolage di alta qualità!

Quindi, come sempre, affidati ad un’ Agenzia e ai suoi professionisti, e vedrai che sapranno trattare anche questo e darti la soddisfazione che stai cercando e che da solo non riuscirai mai a raggiungere.

 

 

Il giusto budget

É vero, ne ho scritto anche in altri articoli ma non era l’attore principale, quindi ritornerei volentieri sull’argomento perché mi piacerebbe che i clienti capissero a fondo questo concetto, che è poi alla base della comunicazione principe tra noi e loro. Iniziamo quindi da una cruda realtà:

Non esiste il giusto budget! O meglio, esiste un minimo di investimento con il quale ci si può approcciare ad un lavoro ben fatto, intendo da professionisti.

Ma non ci sono regole precise, intendo matematiche, in grado di portarci a capire se per una realtà, piuttosto che per un’altra, sia opportuno un budget piuttosto che un altro.

Rimane incontestabile che se usiamo più canali per arrivare alla comunicazione di qualsiasi cosa, si arriverà prima investendo maggior quantità di denaro, piuttosto che poco.

Il discorso vorrei però prenderlo, questa volta, da un’altra parte.

La domanda giusta da fare al cliente, quindi, non sarà:” Dove vuoi arrivare con la vendita del tuo prodotto/servizio” Ovvio che chiunque voglia arrivare in cima all’Olimpo!

La domanda corretta da fare sarebbe questa: “Quale budget avete a disposizione, ora, per poter promuovere la vostra realtà?”

“Nulla, ho fatto tanti altri investimenti etc…..”

Allora “Ciao, è stato un piacere, quando avrai idea di investire più di due denari saremo a tua completa disposizione!”

Perché sennò è come voler mangiare benissimo e con 5 euro in tasca volendo scegliere un posticino ad hoc dove andare ospiti. NON NE ESISTONO. Puoi però tranquillamente comperare del buon pane ed un etto di salame, ma è semplicemente un’altra cosa!

Ho reso l’idea?

Ecco perché mi sento di consigliare di partire dalle possibilità reali di investimento di un’Azienda, prima di costruirci intorno delle aspettative che poi non potranno mai essere soddisfatte! É anche una questione di coerenza.

Facciamo un esempio: Un investimento per una start up, quanto può costare? Domanda sbagliata.

Questa start up avrà messo in bilancio un tot di investimento riguardo uffici, arredamento, risorse e naturalmente comunicazione, cioè il modo in cui puoi far sapere a tutti cosa fai e per quale motivo dovrebbero rivolgersi a te.

Ecco, quel tot che hai deciso di investire sarà direttamente proporzionale al ritorno desiderato, quindi sarai tu a deciderlo. Nessuno, nemmeno la persona più esperta del mondo può dirvelo/garantirvelo.

Da professionisti quali siamo possiamo suggerire, solo suggerire.

 

 

La fiducia

Argomento spinoso, a tratti banale, ma che si ripropone spessissimo riguardo a qualsiasi tipo di rapporto: di coppia, di amicizia, di lavoro.

E proprio di quest’ultimo volevo trattare, perchè  negli ultimi giorni ho pensato a lungo al significato di questo termine e alla sua applicazione.

Non deve essere preso unilateralmente perchè sennò non funziona, o meglio, funziona per una delle parti, ma a lungo termine, scoppia.

Perché la fiducia, sul lavoro significa tante altre cose: significa non approfittare dell’altro, non trattarlo come non vorresti essere trattato tu, mettere dei paletti su determinati tipi di comportamento.

Facciamo un esempio di quelli che tutti noi conosciamo: se un cliente ti chiede di aumentare il tuo impegno, anche solo di un’ora, e poi non te lo riconosce, allora la volta successiva certamente non gli darai la stessa attenzione.

E la regola per tutto sarebbe quella di mettere sempre nero su bianco ogni tipo di accordo.

Questo dovrebbe evitare tanti fraintendimenti, ma, si sa, molte volte, anche per semplice pigrizia non ci viene in mente di scrivere di piccole cose, oppure di mettere i puntini sulle i riguardo lavori extra-offerta.

E qui sta l’errore.

Perché il mondo è pieno di gente che approfitta delle situazioni e non è giusto che ci sia qualcuno ne approfitti, perchè il tempo è uguale per tutti.

Non fatevi problemi a sottolineare un surplus se avete lavorato di più di quanto accordato, e nemmeno a sentirvi in colpa per il prezzo lievitato di un’offerta.

Non lamentiamoci se succede: non è che lo facciano perchè non vi stimano abbastanza, lo fanno per una sorta di abitudine, trattano tutti così. Una brutta abitudine.

Ma dipende sempre da noi il comportamento degli altri, quindi basta seguire piccole regole di comportamento et voilà, il gioco è fatto!

Attenti, ma positivi, perché, come dice Antoine Rivaroli, si è più spesso ingannati dalla diffidenza che dalla fiducia.

 

Problem solving

Da anni si legge ovunque, e nel mondo del lavoro è richiestissimo chi si rivela un ottimo problem solver.

Perchè la vita lavorativa è colma di problemi e non è uno scherzo essere in grado di affrontarli nella maniera migliore e risolvere.

Non è così semplice!

Perchè per ogni situazione/difficoltà da risolvere, esiste un percorso che porta nella maniera più diretta/semplice a raggiungere la soluzione.

É stato scritto moltissimo sull’argomento, quindi sulle tecniche per affrontare ogni tipologia di problema e se volessimo riassumerle si potrebbe stilare una semplice lista di operazioni che seguite con criterio dovrebbe portare alla soluzione di qualsiasi tipo di problema.

Prima fra tutte la descrizione dettagliata della situazione, l’analisi delle cause che l’hanno portata ad esistere, le possibili alternative di soluzione, la scelta e la messa in pratica.

Detto questo, l’atteggiamento col quale ci si approccia  ad ogni problema è determinante per la soluzione dello stesso e da sempre sosteniamo che pensare positivo aiuti, e non di poco.

Ed è questo l’atteggiamento che un bravo problem solver assume.

Perchè non sono da sottovalutare le pressioni esterne e lo stress derivante, nel momento in cui si prendono le decisioni necessarie per la soluzione di qualsiasi questione ed è qui che viene fuori la vera anima di chi è capace davvero.

E risolvere realmente un problema significa essere in grado di sradicarlo completamente. Oppure si è solo tamponata la situazione che sicuramente può esplodere a breve con conseguenze ben peggiori.

Generalmente, infatti, per riuscire a risolvere qualsiasi situazione si presenti, nel lavoro ma anche e soprattutto nella vita, bisognerebbe allenarsi fin da ragazzi. Affrontare ogni difficoltà si presenti man mano e risolverla senza accantonarla o procrastinare significa già sapersela cavare.

Una caratteristica che si possiede o meno. Poi si può affinare e sviluppare ma il carattere/DNA di una persona lo svela da subito.

Chi nella vita sotterra i problemi o scappa da essi, prima o poi si ritroverà a doverli affrontare, magari tutti insieme.

Molto più semplice, invece, prenderne consapevolezza immediata ed affrontarli. Solo così potremo risolverli con maggior facilità. Una forma di responsabilità che ci prendiamo e senza la quale non si può affrontare nulla, figuriamoci risolvere!

Quindi grande rispetto per ogni bravo problem solver, capace di rimettere l’ordine dove prima c’era confusione, nel lavoro, e nella vita.

ROI, questo sconosciuto.

Il ROI, Return on investmen, è un concetto principalmente economico, usato nella pubblicità, per la maggior parte dei casi da chi ne sa, magari anche molto, di economia, ma non conosce granchè di comunicazione, o pensa di saperne.

Nonostante esista una formula ben precisa di calcolo per ottenerlo, mi rifiuto di credere al risultato cui porta.

Troppe sono le variabili da prendere in considerazione quando si tratta di un’azione di marketing pubblicitario.

Ricordo un appunto di Marco Montemagno, proprio riguardo a questo, e sosteneva che i clienti che vogliono risultati calcolati ancora prima di muoversi su qualsiasi mercato, sono inascoltabili. Concordo appieno.

Poi, dal momento in cui ognuno è padrone di chiedere ciò che vuole, quando un cliente me lo chiese non troppo tempo fa, gli risposi argomentando la questione variabili e lui mi argomentò riguardo ad un suo Master in Economia, preso in un ateneo statunitense di indubbia fama.

“Perfetto” gli risposi, e calcolai, secondo la formuletta, il ROI che chiedeva.

Succede spesso che siamo troppo rigidi rispetto a ciò che facciamo. Forse troppo sicuri di ciò che sappiamo, senza prendere in considerazione un minimo di elasticità mentale, capace di mettere d’accordo chiunque, soprattutto nel mondo del lavoro.

L’esperienza insegna che non esistono regole troppo rigide, nella comunicazione, che non possano essere sovvertite in qualche modo.

Naturalmente a vantaggio del cliente e del risultato del lavoro.

Per il resto ognuno la pensa come vuole e da tempo ho smesso di cercare di convincere chicchesia riguardo qualsiasi cosa.

Eccezion fatta rispetto ai figli, ma anche con loro il risultato non cambia.

Tornando al ROI e al cliente del caso, la situazione andò così: il lavoro lo presi, lo feci e, a distanza di 3 mesi, realizzai che il calcolo di cui sopra non fosse nemmeno vicino ai risultati ottenuti.

Ma, come si dice, il cliente ha sempre ragione.

Tecnica e creatività.

Il giusto mix.

Come in tutti i lavori ci vogliono entrambe. E voi penserete:”Grazie dell’acume!”

Mi sto rifacendo ad un articolo letto sul web, che parla appunto dell’importanza della tecnica, delle regole, per poter arrivare da qualche parte, qualsiasi sia il tuo lavoro/obbiettivo.

Vero, a partire dallo sport non esiste campione al mondo che non rappresenti il perfetto mix di queste due caratteristiche.

Ciò significa che se sei bravissimo a rispettare ogni dettame ma non hai quel qualcosa in più, quello smalto, quella creatività/caratteristica che ti rende unico, appunto, non arrivi dove sono i grandi.

Poi, per carità, puoi fare qualsiasi cosa tu stia facendo con buoni risultati.

Ma il salto vero, quello che ti pone sul podio delle capacità, quello, è il risultato del perfetto mix tra tecnica e creatività.

Nel lavoro è leggermente diverso: trovo che oggi, se hai solo tecnica e poco del resto non arrivi da nessuna parte. Servono entrambe per avere risultato. Sufficiente.

Per eccellere ci vogliono entrambe portare al massimo.

Ecco perché su 100 siti web che guardiamo, 98 sono davvero terribili.

Tanti pensano di stupire con effetti speciali quando sono a mala pena capaci di usare la grammatica corretta per scrivere contenuti. E l’efficacia? La creatività?

“Chi se ne importa, userò video e ragazze bellissime!”

Buona fortuna, non funzionerà, non è sufficiente!

Anche dovessi dare risalto ad un bordello, credimi, ci vuole la formula magica, che non sarà fatta solo di splendide ragazze ma di tutto ciò che descriverà in maniera efficace cosa potranno offrirti e potrà offrirti il locale.

Come scrivevo in un articolo precedente, non si improvvisa nulla.

E tecnica e creatività sono il risultato di studio, impegno e capacità innata. Una di queste caratteristiche, da sola, non porterà a nulla.

La prova sta nel fatto che quando nella nostra vita riusciamo a dare il massimo ed i risultati sono eccellenti, se analizziamo bene, è stato frutto di regole ben rispettate e quel tocco di creatività/estro che ci ha segnalati tra i migliori.

E la nostra indole, di base.

Ditemi che non ho ragione!

 

La preparazione

È alla base di tutto.

Avete presente un concerto, di quelli che piacciono tanto, di grande successo?

Migliaia di persone impazzite che comperano il biglietto mesi prima, lo pagano un botto, e annullano qualsiasi evento in quella data.

Mio zio, ricordo che si tramanda nella storia della famiglia, portò la sua fresca mogliettina, la sera del matrimonio a vedere al Meazza una partita, immagino importante.

Questo per dire che, al di là del fatto che mia zia accettò di buon grado di trascorrere quella sera allo stadio, il punto è che quando c’è qualcosa che davvero ci interessa, riusciamo a mettere in secondo piano tutto il resto. E perché?

Perché esiste un evento che, di diritto, sale al numero uno tra le nostre priorità.

Quindi, dicevo, andiamo ad un concerto che ci fa impazzire e, alla fine, soddisfatti e incantati, ripeteremmo ancora quell’esperienza. E ancora, e ancora.

Tornando a noi: quel concerto, quell’evento, non è che si sia prodotto come effetto di un miracolo e che improvvisamente ci siano persone che si mettono su un palco, sole o in gruppo, ed esplicitano cosa sanno fare.

Direi di no.

Non sono improvvisazioni. Dietro ogni cosa c’è una marea di sudore, di studio, di analisi!

Tutto ha inizio molto prima: esiste una preparazione accurata di ogni singolo momento.

Anche nel nostro lavoro la preparazione è importante, anzi è tutto.

Quando arriviamo da un Cliente col quale abbiamo intavolato un discorso, già nel momento in cui gli siamo davanti ed abbiamo stilato un preventivo, le nostre ore di lavoro a quanto ammontano?

E non intendo solo quelle specifiche per il caso.

Intendo tutti quei libri letti, video studiati, milioni di parole scritte/vomitate e discussioni e riunioni e mal di stomaco! Anni di “palestra” per migliorare. E analisi, e prove, e progetti.

Questo dobbiamo comprendere. E non solo per quanto riguarda il nostro lavoro, ma rispetto a tutte le occupazioni. Più o meno.

Pensateci bene: anche un sorriso o un corpo ben mostrato hanno dietro studio, esercizio, cura e dedizione.

Il valore non è nel risultato ma in tutto quello che sta dietro ad esso.