Pandoro o panettone?! Difficile scelta…

Personalmente ho le idee ben chiare ma il dilemma tra pandoro e panettone rimane: siete attirati dall’impasto più burroso e zuccheroso o da quello più ricco di frutta candita, uvette ed in molte versioni anche mandorle?

Partiamo dal luogo dove sono nati e da lì, in genere, dipendono le preferenze. Il pandoro, veronese d’origine, ha di certo più affezionati in veneto e comunque al nord. Il panettone, invece, dolce milanese per eccellenza, trova riscontri ovunque e in tutta l’Italia ne esistono versioni degne dei migliori mastri pasticcieri.

Quando si regala un dolce natalizio o si è ospiti ad una cena nel periodo di Natale, l’ottimale sarebbe di portarli entrambi, così, tanto per non sbagliare. Sono in molti poi a preferirli farciti ed esistono pure nella versione salata. De gustibus…

Pandoro o panettone: ho sempre pensato fosse preferito il primo, rispetto al secondo, proprio per la sua semplicità negli ingredienti, mentre il panettone contiene uva sultanina, canditi, pensavo quindi fosse più caldeggiato il pandoro.

Invece no, ho scoperto che tre italiani su quattro acquistano il secondo. Le statistiche dicono che i giovani preferiscano il pandoro ma non è una regola. Sono talmente buoni entrambi che si rischia di mangiarne in quantità esagerata, non andando incontro ad una dieta salutare, questo è certo!

Esistono poi tante leggende nate attorno ad entrambi i simboli del Natale e sulla loro nascita. Del panettone, ad esempio, si racconta che il nome derivi da “pan di Toni”. E Toni era un fornaio, proprio quello che un giorno lo inventò aggiungendo uva passa e canditi, oltre a burro e uova all’impasto del pane. Altri ancora sostengono che Toni fosse  il fidanzato della figlia del fornaio, che per aiutare la famiglia della sua bella inventò questo dolce. Comunque sia dobbiamo ringraziare chi ci ha permesso di gustare ancor oggi il risultato di una ricetta deliziosa.

Riguardo il pandoro, invece, si narra che derivi dal dolce “pan de oro”, servito sulle tavole dei nobili veneziani, ricoperto di sottili foglie d’oro zecchino. Dicono pure che intorno al 1800 il pandoro nacque dall’evoluzione dell’antenato “Nadalin”, un dolce creato nel 1200 e tipico dei natali veronesi. Ancora si dice che l’impasto morbido fu importato da Vienna, derivato dall’impasto delle brioches prodotte per la Casa d’Asburgo.

Ma in Italia la nascita ufficiale del pandoro risale al 14 ottobre 1894 quando Domenico Melegatti, fondatore dell’omonima industria dolciaria, ne depositò il brevetto.

Ed ora che ne sappiamo un po’ di più sui nostri dolci natalizi preferiti, diamo il via libera al nostro palato e scansando la bilancia fino al prossimo anno godiamoci questo periodo, in tutta la sua dolcezza!

L’adozione di tori, serpenti, varani…

Quando si  tratta di adozione ed è un animale da compagnia, siamo tutti d’accordo che sia più che sufficiente andare in qualche canile/gattile e donare una vita colma di affetto ad animali che, altrimenti, dovrebbero dividerla con amici sfortunati come loro, senza l’affetto di una famiglia. Va bene…

Quando ci battiamo per il diritto degli animali ad avere una vita normale e siamo contro a tutti quegli atteggiamenti e soprattutto comportamenti lesivi nei loro confronti, creature deboli a volte vittime di vere e proprie angherie. Va bene…

Tutto ciò che è attivismo per i diritti degli animali, affinché vivano nella propria terra di origine e siano trattati al meglio, quindi stop ai Circhi che ne fanno mostra in maniera sbagliata… Anche questo va bene.

Quando invece si tratta dell’adozione di animali decisamente poco consueti, come appunto tori, serpenti o varani, mi vengono in mente tanti motivi per i quali questo non sia giusto.

E vorrei aggiungere che l’adozione di animali differenti dai soliti cani, gatti, uccellini non pongono chi li adotta sul podio dei migliori, i più buoni dell’anno, spesso è solo frutto di  una buona dose di egoismo ed esibizionismo. Non mi sembra affatto sia un regalo per questi animali, bensì un capriccio.

Leggo sempre più spesso che si tende a portarsi a casa una capretta, piuttosto che un gufo, magari una scimmietta o addirittura un varano. Dal momento che gli ambienti naturali di questi animali sono lontani dalle nostre città, soprattutto se vogliamo che vivano in casa con noi, sono certa sia molto meglio che stiano dove devono stare e conducano una vita del tutto simile a quella degli appartenenti alla propria specie.

Che poi, sopporto poco persino gli uccellini in gabbia, figuriamoci i barbagianni in casa!

Alla base l’idea che sia un regalo per loro, intendo gli animali, quando invece nutriamo solo il nostro egoismo e l’adozione di una creatura che non parla, non ti mette alla prova, non è cerebralmente impegnativa rimane solo un modo più semplice per affrontare i propri limiti.

La musica è vita…

Perché la musica è semplicemente un insieme di suoni piacevoli da ascoltare, e la natura lo sa bene. Quante volte ci siamo ritrovati in uno stato di pieno relax, semplicemente ascoltando il cinguettio degli uccellini, la risacca del mare o il rumore delle fronde in un bosco?

Anche questa è musica, tanto che il primo rumore che ci si aspetta da una creatura appena venuta al mondo è proprio il vagito, musica per le orecchie della madre!

Poi è appurato che ascoltare i propri pezzi preferiti porti il nostro cervello in una situazione di beatitudine che ha a che fare con uno stato di benessere mentale e di conseguenza fisico.

Al contrario, il rumore assordante del traffico porta lo stress a livelli altissimi.

Da sempre ci rifugiamo nella musica, capace di indurre uno stato di pace interiore, al di là del genere che preferiamo: classica, jazz, pop o heavy metal, non cambia, perchè ognuna è in grado di abbassare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.

Quante volte ci è capitato di essere stressati al punto di doverci fermare, anche solo per qualche minuto, tempo sufficiente per ascoltare un brano che ci aiuti a ridurre la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.

Senza contare poi, che nel momento in cui si sceglie di ascoltare musica, la si associa a qualche momento in cui la nostra vita era piacevole. E riusciamo a rilassarci.

Si legge tanto sul rapporto tra la musica ed il benessere per il nostro corpo, tra questi vorrei segnalare la notizia secondo la quale, Brown e Mankowski (1993) hanno mostrato un aspetto davvero interessante, cioè che i cambiamenti di umore indotti dalla musica influenzano persino le auto-valutazioni.

In poche parole gli autori hanno scoperto che ” Le persone che avevano ascoltato musica allegra si valutavano più positivamente rispetto a quelle che avevano ascoltato musica triste. È interessante notare che i cambiamenti nell’autovalutazione sono stati più pronunciati negli ascoltatori che avevano riferito di avere una bassa autostima…”

Capita spesso, inoltre, che al momento in cui sentiamo musica che ci piace siamo naturalmente portati a muoverci, non intendo un ballo vero e proprio, voglio dire che i nostro corpo a volte tende ad accompagnare l’armonia delle note con movimenti che lo aiutano ancor più a star bene!

Avete presente la “Haka”, il grido di battaglia Maori che viene eseguito dalle squadre di rugby della Nuova Zelanda prima delle partite? É la dimostrazione che canto e danza insieme possono essere utilizzati come dimostrazione di potere, forza fisica ed armonia.

Come le serenate cantate alla finestra della amata, a dimostrare amore e conquista, gli animali conoscono bene questo atteggiamento e la maggior parte accompagna versi e danze, proprio per dimostrare interesse…

Il nostro benessere emotivo è sempre legato alla musica, così se ci rilassiamo in una Spa, siamo di certo accompagnati da una colonna sonora rilassante, che induca calma e tranquillità e ci faccia vivere al meglio quei momenti di relax!

Quindi viva la musica ed il flusso di energia che ci regala e naturalmente viva ogni musicista!!

 

Gli opposti si attraggono…

Da una vita sentiamo dire che gli opposti si attraggono e chissà quante volte ci abbiamo pensato, magari riferendoci alla nostra situazione sentimentale o a quella di altri.

Ed è ora di sfatare questa grande bufala, perché non è affatto vero che succede questo. Iniziamo col prendere come esempio le calamite, convinti che si attraggano dal fatto che siano opposte; vi svelerò una cosa: si attraggono in quanto sono identiche, sono calamite: ma hanno entrambe un lato positivo ed uno negativo, si attraggono proprio perché si uniscono utilizzando i lati opposti.

In una relazione, anche nell’ amicizia, ci si deve completare, non solo attrarre, e per completarsi è necessario che si abbiano le stesse idee di base, principi, ad esempio; poi, il carattere, i gusti, rappresentano un’altra questione.

Certo è che un meticoloso incredibile con una confusionaria totale potranno andare d’accordo ma solo se entrambi si trovano a metà strada. Ecco, il compromesso, quella magica parola che riesce a tenere unite persone di natura diversa, perché ognuno di noi è differente da chiunque altro.

La sciocchezza secondo la quale siamo attirati dal nostro contrario non funziona; in realtà ricerchiamo noi stessi nell’altro e alla fine, dopo anni di convivenza, tendiamo pure ad assomigliarci, proprio perché tendiamo ad assorbire le abitudini dell’altra persona ed anche i suoi pregi/difetti!

Studi scientifici hanno dimostrato che le persone tendono ad essere attratte da chi ha gli stessi interessi, valori, caratteristiche, proprio perché l’affinità sotto molti aspetti porta al riconoscimento nell’altro. Ricordate le affinità elettive?! Ecco, quelle intendo!

Rimane assolutamente vero che, al contrario, le caratteristiche fisiche, invece, tendono ad avvalorare la tesi secondo la quale un uomo dai caratteri chiari è maggiormente attratto da una donna con caratteristiche scure. Generalmente, non è una regola, per il resto, come dice il proverbio, “Chi si somiglia, si piglia!”

E ancora una volta il miracolo dell’amore avviene, evviva!!

 

 

 

Risparmio, oggi…

Dalle notizie che si sentono in giro oggi non ha più senso risparmiare. Ho letto molti articoli di chi conosce a fondo l’argomento e l’opinione generale è che, a meno che non si abbia un capitale di un certo peso, è meglio spenderli e godersela!

Viene in mente la storia della cicala e della formica e penso che un minimo di criterio nel cercare di assicurarsi la sopravvivenza futura ci debba essere. Ovvio che gli investimenti, come mille altre cose, non sono più quelli di una volta, ed il mattone non ne parliamo.

Ma il concetto di risparmio è assolutamente utile! Sarà una questione legata al carattere, a come si è cresciuti e all’innato desiderio di mettere via perché “non si sa mai”. Il punto è che oggi, anche se fai parte di questo gruppo votato al risparmio, è difficile accantonare denaro per potersi godere un futuro migliore. Soprattutto in Italia.

Ci sono però un’infinità di consigli utili per far sì che una persona possa risparmiare partendo dall’ottimizzazione delle spese, facendo in modo che non si butti via, involontariamente, denaro che si possa tradurre in un gruzzoletto sempre utile per affrontare momenti di difficoltà.

Certo il risparmio ha a che fare con il sacrificio, perché se vogliamo, ad esempio, mettere via 365 euro l’anno, basta non andare tutti i giorni a bare un caffè al bar. Oppure l’utilizzo dell’acqua del rubinetto, potabile e spesso molto migliore di quella che compriamo in bottiglia, ci può regalare un altro buon risparmio.

Non vi siete poi accorti di quanto cibo buttiamo via, anche senza volere? Quante volte troviamo in frigorifero sacchetti di insalata scaduta, verdure dimenticate e confezioni con la data di scadenza di un mese fa! Un gran peccato ma succede spessissimo…

Se possiamo andiamo a piedi, oltretutto è salutare, inoltre facciamo attenzione all’energia elettrica: con un paio di accorgimenti le bollette saranno meno salate!

Non parliamo poi di chi fuma! Sapete che smettendo di viziarvi col tabacco riuscireste a risparmiare in un anno almeno i soldi per una vacanza? Ed i vostri polmoni ringrazierebbero felici!

Poi volete mettere la soddisfazione di spendere il vostro gruzzoletto accantonato per qualcosa di bello?! Ne potrebbe davvero valere la pena!!

Quelli che l’insonnia…

Il sonno è prezioso. E dormire fa bene al cervello, ai muscoli, alla salute, su questo non ci sono dubbi. Ma la fortuna di dormire un sonno tranquillo non è per tutti, soprattutto dopo i trent’anni, quando cambia radicalmente il rapporto sonno/veglia.

Non si dorme più fino alle 12/13, ininterrottamente, anche quando si rincasa  tardi la sera prima, non godendoci il giusto sonno rigenerante.

Poi c’è chi, già da giovane, ha un pessimo rapporto con il proprio letto e rimane un incubo cercare di far passare il tempo quando tutto intorno dorme tranquillo.

Non addentrandoci sulle cause, non è luogo e nemmeno il caso, vorrei solo sottolineare come sia tutto insopportabile, la notte, quando si cerca di far pace con il mondo ed al contrario, ogni problema tende ad ingigantire in maniera esponenziale, man mano passano i minuti, le ore…

Per poi ritrovarsi il mattino seguente in una sorta di stato catatonico al momento di dover affrontare la giornata.

Sono state scritte migliaia di pagine sul sonno ed infinite teorie sul perché una persona non dorma bene; di certo sappiamo solo che se abbiamo qualsiasi problema che ci assilla, difficilmente riusciremo a trascorrere una notte di sonno tranquillo.

Anche se sono problemi a cui abbiamo deciso di non pensare e che di certo non vogliamo risolvere proprio quela notte: vorremmo solo farci una sana dormita!

Invece i pensieri non lasciano posto al relax che accompagna il nostro incontro con Morfeo ed ecco che le ore trascorrono senza lasciarci riposare.

Le regole per dormire bene sono sempre le stesse ed i consigli si sprecano; lontani dai tre nemici principali: nicotina, alcool e caffeina. E poi il rituale del sonno, la stessa ora in cui coricarsi, facendosi aiutare da una tisana rilassante o melatonina.

Non aiuta andare a letto con troppo cibo nello stomaco e nemmeno con grande fame, un litigio aperto con qualcuno o un grosso pensiero che ci gira in testa. Succede però, che nonostante sia tutto tranquillo, a volte il sonno fatichi ad arrivare e allora conviene leggere, studiare, ascoltare musica, insomma, un detto recita “Chi dorme non piglia pesci!” quindi diamoci da fare, e la prossima notte che affronteremo sarà di certo migliore!

 

Sorridiamo, su… Sorridere fa bene!

É provato che sorridere fa bene alla salute, non così per dire. Provato scientificamente che aumenta l’aspettativa di vita ed aiuta il sistema immunitario.

Allora mi chiedo il perché, nonostante questo, continui a vedere persone arrabbiate e scortesi, prive del benché minimo desiderio di accennare ad un sorriso, anche solo per cortesia.

Riduce lo stress ed è capace di far funzionare al meglio il nostro cuore, oltre a donare ai nostri tratti un aspetto migliore. E sul lavoro? Ci rende più produttivi, ci fa lavorare meglio ed aiuta lo nostra creatività.

Nelle relazioni in ufficio, ma anche in giro, è molto d’aiuto sorridere, stempera tensioni a volte inutili ed aiuta a trovare soluzioni migliori, oltre che incoraggiare l’ottimismo.

Oltretutto è stato da anni provato che il nostro modo di affrontare la vita, la capacità appunto di sorridere diminuisce notevolmente il rischio di malattie cardiovascolari, di essere colpiti da ictus. Quando ridiamo, nel nostro organismo vengono rilasciate endorfine, capaci pure di alleviare il dolore, quello fisico. Tanto che la terapia del sorriso è da tempo utilizzata negli ospedali, ricordiamo il successo della clown-terapia!

Aggiungerei che un sorriso incoraggiante aiuta nella fiducia reciproca e ci rende di certo più attraenti, non siamo attirati da persone sempre col broncio! Un professore di psicologia, Howard Friedman dell’University of California, ha scoperto che le persone carismatiche sono quelle che sorridono più spesso, capaci di dimostrare buone intenzioni e avendo come risultato l’aumento della propria simpatia, conquistano quindi ogni persona intorno.

Sorridere aiuta a migliorare l’umore, anche se all’inizio il nostro sorriso è forzato, dovremmo esercitarci a sorridere di più! Sappiamo bene che è pure contagioso: se sorridiamo a qualcuno, difficilmente questa persona ci risponderà con un’occhiataccia, magari inneschiamo un sorriso generale!

Perché promuoviamo relazioni positive e se facciamo caso, ogni volta che buttiamo sul ridere anche una discussione accesa, riusciamo a stemperare quell’aria da tempesta, capace di rovinare tutto!

Non dimentichiamo poi che è gratis!

E l’ora da cambiare?! Mah…

Durante la notte tra il sabato 27 ottobre e la domenica 28 succederà qualcosa che non ho mai compreso appieno. Intendo il cambio d’ora in relazione alla questione risparmio, cioè al fatto che il sole ci aiuti con la luce e risparmiamo così un fracco di soldi, quando invece mi sembra il contrario!

Il fatto che un tot di persone possano usare minor quantità di energia elettrica non porta come immediata conseguenza che la sera, venendo buio un’ora prima, tutta la popolazione sia obbligata ad accendere la luce se non vuole sbattere il muso contro gli spigoli di casa?! No?!

Qualcuno mi deve spiegare veramente cosa c’è sotto, perché sono quasi sicura che ci siano degli interessi incredibili, ma capaci unicamente di riempire le tasche di pochi, com’è usanza, purtroppo! E poi questo cambio d’ora genera problemi di non poco conto: il sonno risulta disturbato, le abitudini devono per forza cambiare, perché se sei abituato ad andare a correre ad un certo orario, ora che c’è buio chi si avventura più?

La Commissione europea, più precisamente Jean-Claude Juncker, ha annunciato di aver fatto partire l’iter burocratico affinchè non si passi più dall’ ora legale a quella solare, mantenendo in vigore per tutto l’anno la prima delle due.

Se dovesse andare a buon fine, in Italia dovremmo mantenere l’ora legale per tutto l’anno, cioè quella estiva. Avremmo quindi un’ora in più durante l’estate e soprattutto un reale risparmio energetico; in cifre significherebbe all’incirca  560 milioni di kilowattora di energia da marzo a ottobre, con un risparmio complessivo di circa 120 milioni di euro per gli italiani. Direi che non sarebbe male!

Eppure sembra così difficile arrivarci! Sembrerebbe che per decidere una cosa così ovvia esistano invece parecchie resistenze, anche se non ho mai incontrato qualcuno che fosse contento di questo triste cambio, che ci costringe ad anticipare tutto. Come se improvvisamente ci comunicassero l’avvento di nuovi ospiti per cena, alle 19, invece che per le 20!

Perché, parliamoci chiaro, se dovete farci patire un’ora di fuso orario, fateci svegliare in un posto migliore e diteci che siamo in vacanza, sennò non vale!

 

La nostra terra, l’Italia…

L’Italia, il nostro Paese, che apprezziamo soprattutto quando andiamo via, anche per una breve vacanza. Succede però che ci siano delle situazioni in cui poco lo sopportiamo pur amandolo,  qualche volta è accaduto anche a me.

Certo è che quando confrontiamo i nostri “fiori all’occhiello” con altri Paesi, dobbiamo ammettere che su certi argomenti non c’è gara… La nostra artigianalità, creatività di pochi ormai, si distingue tra tutte, ed è riconosciuta anche dall’altra parte del pianeta. Ci ha sempre resi orgogliosi, e quanto siamo riconoscibili per come ci vestiamo, per il nostro cibo!!

Poi però i nostri figli vanno fuori dal nostro Paese a studiare e pure a lavorare, perché qui la parola “merito” non ha lo stesso valore che nel resto del mondo. Che peccato! Una terra come la nostra, ricca di storia, paesaggi da mozzare il fiato e clima invidiabile si sta spopolando di giovani, solo perchè non siamo capaci di dar loro opportunità di lavoro adeguate.

La disoccupazione poi, rende tutto più facile, così trovano lavoro, qualsiasi lavoro, e guadagnano pure più dei loro genitori… É abbastanza evidente che abbiamo sbagliato qualcosa, di certo, e non di poco conto!

Dal dopo guerra e la rinascita della nostra economia, perché gli anni d’oro ci sono stati pure in Italia, abbiamo continuato a fare errori, così, uno dietro l’altro, pensando magari che non avrebbe portato a conseguenze. Invece sì, e sono state conseguenze disastrose se ci troviamo tra gli ultimi in Europa, e quando i nostri figli si spostano all’estero siamo pure felici, perché portano il loro supporto in un altro paese e realizzano i propri sogni.

Rimaniamo noi, un popolo sempre più vecchio e rigido, capace solo di brontolare e guardare al passato con nostalgia, chissà che un giorno si possa tornare ai fasti del passato, quando tutti parlavano dei successi della nostra Italia, non unicamente delle bellezze dei nostri paesaggi, per i quali, ahimè, non abbiamo alcun merito.

Le bambole, che passione!

C’è chi colleziona bambole da sempre, chi ci ha giocato anche dopo aver passato l’infanzia, magari con le figlie, e chi continua ad appassionarsi al genere, per tutta la vita.

Poi è nata la Barbie, che ha sdoganato la bambola con le forme di donna, al contrario di quelle asessuate con le quali si giocava, e con lei il suo mondo infinitamente più moderno e lussuoso. La Barbie ha fatto sognare bambine di tutto il mondo ed il mondo intorno alla bellissima bambola è più vario che mai.

Il più grande collezionista di Barbie è un urologo napoletano che risponde al nome di Antonio Russo, e parte della sua infinita collezione gira per il mondo, a dimostrare che non solo le donne sono appassionate del genere.

Ma se di bambole stiamo parlando non possiamo far finta di nulla ed ignorare ciò che è successo i primi giorni di agosto scorso. Siamo a Torino, dove è nato l’ormai famosissimo bordello, Lunidolls, che ha preso spunto da quello tedesco di Dortmund, il Bordoll, aperto nel 2017. Una vera e propria casa di appuntamenti ma al posto delle signorine in carne ed ossa abbiamo, appunto, le bambole.

A Dortmund, in Germania, sta continuando a lavorare con successo mentre a Torino, nonostante avesse riscosso grande successo, è stato chiuso nel giro di pochi giorni.

Le bambole che si trovavano in queste case di appuntamento costano dai mille ai duemila euro e venivano lavate e trattate con molta cura. Nonostante l’assoluta innocenza delle stesse non è andato giù il fatto che qualcuno potesse fare dell’impresa e guadagnare senza nuocere a chicchesia. In Giappone, infatti, questo business esiste da parecchio e le bambole sono talmente perfette da poter quasi sembrare donne reali. De gustibus…

(Le parti intime di queste bambole giapponesi sono usa e getta e la manutenzione è rigorosa, proprio perché il costo di ognuna di loro è notevole, dai 4000 ai 6000 dollari!)

Non ci stupiamo più per nulla, questo è vero, ed è lontano il tempo in cui giocare con le bambole erano considerato un passatempo per bambine …