Le cose rotte si aggiustano

Anno nuovo, vita nuova. Per non accumulare cose che non servono proprio e che  occupano spazio si potrebbe scegliere di disfarsene e buttare via, finalmente. Quella vecchia coperta rattoppata, il maglioncino che proprio non si può più indossare, l’elettrodomestico nell’armadio della cucina, da anni inutilizzato. 

Tante cosa che non usiamo più sarebbero utili ad altri e mai come in questo periodo c’è una vendita quasi frenetica, soprattutto aiutata dal web, di tutto o quasi.

Altro discorso è quando si rompe qualcosa di utile e siamo obbligati a disfarcene, perchè aggiustarlo costa più che ricomprarlo. Purtroppo non è più come un tempo, quando si tendeva ad aggiustare per il recupero dell’oggetto, così si rattoppavano i calzini e si mettevano le toppe ai gomiti quando un maglione si rompeva. L’arte del rammendo era davvero unica anche perché il prezzo di un capo d’abbigliamento era generalmente superiore ad oggi.

Il Giappone, paese meraviglioso e con una cultura millenaria decisamente opposta alla nostra, usa invece la Kintsugi, l’arte di riparare vasi senza nascondere le cicatrici ma valorizzandole. Letteralmente Kintsugi significa riparare con l’oro ma in pratica viene usato anche argento liquido, o lacca per riparare vasellame. Si saldano i pezzi con un metallo prezioso e tornano a miglior vita, ancor più preziosi.

Questa tecnica di restauro, nata nel 1400, stesso periodo nel quale nacquero altre forme d’arte, come la cerimonia del te e l’ikebana, cioè l’arte di disporre i fiori recisi, secondo un risultato di equilibrio in cui lo spazio e la forma/i colori aiutano a creare un effetto ben preciso.

Tornando al Kintsugi, è talmente pregno di significato, perché  nel riportare alla luce una cicatrice le toglie la bruttura rendendola preziosa, senza nasconderla ma al contrario mostrandola. Un’arte dalla quale il nostro Occidente è molto lontano e che sta a dimostrare quanto la capacità di aggiustare impreziosendo un oggetto possa portarlo ad una vita ancora migliore dell’originale. Perchè il punto è questo: ogni cicatrice è importante ed è giusto ricordarla.

Lontana anni luce dalla visione occidentale che, al contrario, fa di tutto perché ogni cosa duri il meno possibile. Cose, relazioni, sentimenti.

Ma di questo parleremo un’altra volta.

You may also like