Lavorare in proprio, sfida quotidiana

Per molti un’abitudine, lavorare in proprio, perché sono sempre stati indipendenti, sin dai tempi post universitari o post scuola; per altri una scelta avvenuta con gli anni, per licenziamento o altre mille variabili.

Per i temerari, invece, una scelta, del posto fisso non ne potevano più e la decisione di mettersi in proprio.

Tutti coraggiosi, gli ultimi ai limiti della follia!

Perché è facile dar giudizi riguardo guadagni, tempo a disposizione o altro ma davvero notevole riuscire a far quadrare ogni cosa, dal momento in cui sei il boss di te stesso e qualsiasi accadimento succeda nel tuo mondo lavorativo dipende unicamente da te.

La posta di noi tutti è colma di proposte di lavoro, dove sembra che con un minimo impegno si possa arrivare a guadagni strabilianti, comodamente da casa, in assoluta indipendenza, quando sappiamo molto bene che per avere un ritorno economico è necessario un impegno infinito.

E poi, quando si finisce di lavorare presso qualche azienda, locale commerciale, scuola, dal momento in cui termini la giornata lavorativa, puoi avere una vita privata. Se lavori in proprio, questo ti segue ovunque, anche quando sei in vacanza. Un bello stress!

Diciamo che bisogna esserci tagliati, e non significa che una persona possa essere più o meno intelligente ma solo che imprenditori si nasce, dipendenti idem.

E poi, non per fare sempre i nostalgici, ma fino a qualche tempo addietro aprire un’attività di qualsiasi genere era molto più semplice, meno tassato ed un buono stipendio si riusciva tranquillamente a realizzare. Oggi diventa una vera scommessa ed a testimonianza di questo ci capita sempre più spesso di notare attività in continuo cambiamento: chiudono, riaprono, richiudono…

Un tempo si tramandavano, di padre in figlio, e diventava una garanzia di futuro.

Oggi sembra tutto così complicato, ma alla fine bisogna pur credere in un domani migliore, per i nostri figli e le generazioni a venire!

 

 

 

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