Lamentarsi di qualsiasi cosa

Inutile negarlo, ovunque si butti l’occhio si legge qualche lamentela. Fin qui nulla di strano, è nella natura umana, lamentarsi: un mondo di lamentele riguardo tutto. Quello che invece stupisce è che di contro si dovrebbe fare qualcosa per mettere fine alle stesse.

Mi spiego meglio: ho caldo? Mi spoglio; non sopporto questo clima caldo? Vado a vivere dove non devo subirlo. Sto male in una situazione di qualsiasi genere? Cerco di uscirne, oppure mi adopero affinché non si ripeta.

E così via. Invece è una sequenza incredibile di lamentele, di osservazioni negative ma di contro… il nulla.

Ci sono situazioni che sono davvero complesse e per cambiarle diventa complicato ed altre, come nel caso di malattie, dove non dipende da noi e la lamentela è più che mai concessa. Poi però ve ne sono altre che con impegno possono essere ribaltate a nostro vantaggio.

Un piccolissimo esempio? Ci indigniamo della sporcizia nelle nostre strade: iniziamo a non permetterci di sporcarle anche gettando un piccola carta, perché tutto questo schifo non è per forza sempre e solo colpa degli altri.

Il punto è che ci sentiamo in diritto di avere qualsiasi cosa senza il minimo sforzo. Un po’ come i bambini capricciosi che pestano i piedi davanti ad una vetrina per un giocattolo.

É il modo sbagliato di reagire alle situazioni ed il fatto, più generale, che siamo tutti più insofferenti, abituati bene, forse troppo bene.

Dovremmo ascoltare i nostri avi, quelli che han superato guerre, climi intensi, scomodità reali e che gioivano con poco. Il passato dovrebbe insegnarci sempre qualcosa, per questo guardarsi indietro dovrebbe portarci a rendere tutto più leggero, a realizzare che per cambiare qualsiasi situazione che non ci piace ed avere qualcosa di differente da ciò che abbiamo è necessario darsi da fare. E agire di conseguenza. Darsi da fare, sbattersi, sforzarsi, crederci.

Molto più facile lamentarsi, dar la colpa agli altri e rimanere nell’immobilità assoluta. Facile e triste.

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