Perchè dobbiamo leggere, tanto

Leggere, necessario più che respirare. Per conoscere.

Perché se non conosci non puoi capire e se non capisci commetti molti più errori di quanti potresti.

E pure perché rischi di farti dire dagli altri cosa fare e condurre un vita diretta e decisa dal prossimo.

Motivo per il quale è necessario che fin dall’infanzia ogni bambino si appassioni alla lettura; responsabile la scuola, certamente, ma ancor prima i genitori ed il loro modo di incuriosire i figli e leggere loro favole, racconti, fino a farla diventare un’abitudine quotidiana. Il resto lo fa la curiosità, il desiderio di sapere, l’interesse e la passione per argomenti specifici.

Non esiste questione economica, basta entrare in una qualsiasi biblioteca ed abbiamo a disposizione infinite ore di lettura, la comodità di portare a casa libri che possiamo tranquillamente leggere per poi consegnare trattenendo dentro di noi  storie meravigliose che ci si attaccano addosso e regalano emozioni incredibili; come le avventure che si facevano da ragazzi, dove ci si immedesimava in qualche personaggio fuori dal comune. La possibilità di vivere una seconda vita è davvero estesissima e capace di farci sognare pur rimanendo nella stanza dove leggiamo.

I libri son capaci di magie e per queste dovrebbero appassionare chiunque. Funzionano poi come vere droghe, se inizi dall’infanzia, la lettura diventa un continuo desiderio, una necessità, spesso sintomo di momenti di relax, capace di estraniarci in qualsiasi luogo siamo e fantastica compagnia a nostra disposizione.

Ci sono momenti indimenticabili di lettura, dove leggi le parole che hai già dentro ed è come le avessi scritte tu, ti aprono infinite emozioni e riescono a farti rivivere situazioni già vissute. Ed insegnano a pensare e a scrivere con garbo, regalando un’infinità di parole al nostro vocabolario, rendendoci capaci di muovere le nostre idee e portarle a creare qualcosa di nuovo, nostro, lasciandoci la possibilità di migliorarci. Sempre.

 

Una vita sui social

Non è più vita, moltissimo tempo sui social per la maggior parte della gente, complice il proprio smartphone, senza preoccuparsi di spegnerlo, nemmeno durante il sonno.

Stiamo arrivando al punto di non ritorno, molti dicono, per me l’abbiamo sorpassato largamente ed a testimonianza di questo basta dare un occhio alle persone, perennemente attaccate a questa vita virtuale che sta  prendendo il posto di quella reale.

Se prima si puntava il dito sui ragazzini, ora dando un occhio in giro, sono gli adulti ad essere dipendenti dal proprio smartphone: basta osservarli, ad esempio, in auto ai semafori: viene verde e sono ancora presi dal messaggio, il post, rallentando così la partenza.

Dovrebbero vietare con forza l’uso del telefono in auto e dar multe salatissime perché ultimamente il numero degli incidenti per distrazione è da imputarsi soprattutto all’uso sconsiderato dello smartphone alla guida.

Fino a pochi anni fa la distrazione in auto era data dal telefono che squillava, poi il messaggio, più avanti Facebook, Twitter ed infine Instagram ed altre mille applicazioni. Ed ecco che pian pano hanno preso piede, per la facilità dell’uso ed il costo pari a zero rispetto all’utilizzo. Ormai tutti possono connettersi da casa, dal luogo di lavoro ed in giro, senza alcun freno.

Gli esperti del settore ne parlano come di un fenomeno in crescita continua, soprattutto perché sta dando risultati ragguardevoli a livello commerciale, quindi se la tua attività non ha rilevanza sui Social, rimane ininfluente, hai minor ritorno di immagine, perciò di denaro.

Se invece la vita personale deve dipendere dal numero di like o di followers vuol dire che al di fuori del virtuale non esiste. Può portare ad alienazione perché fa perdere il contatto con la realtà: è un grosso errore credere ad ogni cosa si legge sui profili, sui social ed ancor peggio pensare che tanti contatti ed amici siano paragonabili a quelli reali.

Il fenomeno  di nascondersi dietro una maschera per creare un’immagine che corrisponde più ai propri sogni che alla realtà dei fatti. Senza contare che una certa dipendenza dai social può in alcuni casi compromettere la propria produttività lavorativa.

Per il resto, come sempre, l’equilibrio sta in mezzo, usando questo mondo virtuale come un mezzo per rendere la nostra vita più semplice senza che diventi lei la protagonista indiscussa della propria esistenza.

La lista è una questione mentale

Fare la lista implica innanzitutto organizzazione generale, una di quelle caratteristiche con le quali ci nasci, oppure no. Col passare del tempo, certamente, chi è sempre stato abituato alla massima organizzazione necessita sempre più di liste per non dimenticarsi le cose.

Una volta erano rappresentate da biglietti infiniti e spunte, oggi invece abbiamo la tecnologia in aiuto, si usa la To Do list ma è la versione moderna della vecchia lista dove si annotavano cose, da fare e ricordare. Infatti il mercato delle app per le liste di cose da fare è in continua crescita.

Crescono infatti le applicazioni che troviamo su Google Play o su App Store; ci sono quelle che ormai hanno superato infiniti download e sono Any.Do, Wunderlist, Google Keep, Trello e Remember the Milk.

I servizi che offrono sono simili, validissimi aiuti in grado di farti tornate alla memoria qualsiasi cosa, un po’ come avere una segretaria che tenga sotto controllo i tuoi impegni o che annoti per te le cose che mancano dal tuo frigorifero, regali da fare, abbigliamento da comprare, insomma, un aiuto indispensabile, soprattutto per chi ha una memoria scadente.

Ora poi, queste app si possono pure condividere con i membri della propria famiglia, i colleghi, gli amici, insomma aiutano ad organizzarsi al meglio la vita e spesso a non fare figuracce per la dimenticanza di un compleanno, un regalo, un avvenimento.

Il concetto di lista, poi, non è per i soli maniaci dell’organizzazione, ha un valore notevole, implica dar significato al fare, quindi importanza ad una sorta di processo produttivo, capace di rendere la vita meno complicata.

Rappresenta quasi una disciplina, un modo di fare che ti porta ad annotare qualsiasi cosa, per non dimenticarla o per rendere la giornata più facile da gestire. E funziona. La lista più usata è quella per la spesa, ovviamente, poi impegni, cose da mettere in valigia, di questi giorni, ed infinite cose che ognuno di noi pensa di poter dimenticare.

Le app to do list vengono in nostro soccorso anche quando non sappiamo come prendere appunti o dove segnare la lista delle cose da fare, da dire.

Per quanto mi riguarda, grazie lista, senza di te la mia vita sarebbe peggiore!