Siamo perfetti

Perfetti, cioè?!

In un mondo sempre più imperfetto, distrutto dalla nostra pochezza generale, la maggior parte della gente cerca con accanimento la perfezione, proprio allontanandosi il più possibile da tutto ciò che non è in linea con il proprio concetto di eccellenza, impeccabilità!

Che coraggio!!!

Quando si dice la coerenza… Eppure, generazioni di corpi, diversi da ciò che si vede su riviste, cartelloni pubblicitari o vip portati alla finzione, a costo di diventare ridicoli.

Così girano schiere di donne decisamente finte e nella maggior parte dei casi brutte. Perché un conto è ovviare ad un qualcosa che ci mette in imbarazzo, che ne so, un naso troppo importante, orecchie a ventola etc… Un altro è rincorrere canoni di bellezza decisamente differenti dai nostri.

Però questo rimane nel personale e decisamente se tutto il mondo vuole trasformarsi fisicamente diventando ciò che vuole, apparentemente non cambia nulla. Ma se spostiamo i nostri pensieri, approfondendo questi dati, capiamo che è soltanto una piccola dimostrazione di qualcosa molto ma molto più grande, che ha a che fare con l’accettazione della normalità.

Proprio l’allontanamento da ciò che molte menti mediocri ritengono la norma, quindi allontanare i diversi, di qualsiasi tipo. Ecco allora che gli omofobi crescono di numero, e così i razzisti di ogni genere, e rimaniamo sempre più isolati, capaci solo di fingere esistenze di comodo ed incapaci di comunicare con un sorriso, un abbraccio, una stretta di mano, una condivisione di qualsivoglia cosa.

Un panorama a dir poco disastroso, che si accentua nelle metropoli, dove il contatto tra le persone diventa più raro che nei piccoli centri, dove esiste ancora un non so che di umano, forse perché ci si conosce tutti.

Per il resto noto sempre più una deriva di valori, poca empatia e menefreghismo sino a sfiorare l’indifferenza, e non so voi, ma quando la percepisco, sempre più spesso, divento ancora più empatica, e allora sorrido di più, saluto di più e continuo ad essere ciò che sono, senza uniformarmi a questo modo di fare/pensare che proprio non sarà mai mio.

Perché siamo tutti un insieme incredibile di imperfezioni e per questo perfetti.

 

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