Parole in disuso

Quasi cimiteriali, direi. Parole desuete, appunto. Inutile dirlo, anche il linguaggio è cambiato ed ogni anno vengono aggiunti vocaboli che sono diventati di uso comune ed entrano, di diritto, nel nostro modo di parlare e a volte di scrivere.

Naturalmente ci sono parole che non si usano più, almeno non così frequentemente, soprattutto nelle conversazioni di tutti i giorni. Poi certo, la differenza tra il linguaggio parlato e scritto rappresenta un’altra questione, ne parleremo…

Pensavo che da tempo non sento persone utilizzare termini come bislacco, ramanzina, smargiasso, tanti altri, evidentemente poco “trendy” e, senza polemica, persino il di nulla, grazie, prego, salute, permette etc, pure queste si sentono davvero poco. Peccato!

Eppure ci si affeziona alle parole, rappresentano un proprio stile, tanto che ricordo mio nonno pronunciarne alcune che sono diventate rare, direi. Mi chiamava “signorina” anche quando avevo 4 anni! Altri tempi e a dire il vero, un poco di nostalgia ce l’ho.

Abbiamo però tutti imparato molte parole anglofone e ci sentiamo parte del mondo usandoli, spesso a sproposito, proprio perché non appartengono al nostro vocabolario di sempre.

Da tempo siamo abituati ad usare parole che sono strettamente legate al mondo informatico, vedi  linkare, swicciare etc… Oppure altre che sono ormai nostre, vedi mission, location, spesso usate a sproposito, e borderline, usato con accezione quasi positiva…

Dipende da infiniti fattori l’uso di un determinato vocabolario, rispetto ad un altro, il linguaggio usato in famiglia, che ha anche a che fare con l’educazione ricevuta. E poi il percorso scolastico, il lavoro, le amicizie…

Certamente tutto questo influisce ma rimane assodato che tutti noi, negli ultimi anni, abbiamo acquisito parole che non facevano affatto parte del nostro modo di parlare e ne abbiamo quasi dimenticate altre, come se la nostra evoluzione come persone, includesse questo meccanismo, al quale nessuno può scappare!

Ci avete mai pensato a tutti quei termini famigliari che da un pezzo non usate più e a quelli che da poco vi trovate a pronunciare, perché appresi dal linguaggio corrente, soprattutto se avete figli adolescenti in casa?

Ecco, questo intendo…

 

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