Sorridiamo, su… Sorridere fa bene!

É provato che sorridere fa bene alla salute, non così per dire. Provato scientificamente che aumenta l’aspettativa di vita ed aiuta il sistema immunitario.

Allora mi chiedo il perché, nonostante questo, continui a vedere persone arrabbiate e scortesi, prive del benché minimo desiderio di accennare ad un sorriso, anche solo per cortesia.

Riduce lo stress ed è capace di far funzionare al meglio il nostro cuore, oltre a donare ai nostri tratti un aspetto migliore. E sul lavoro? Ci rende più produttivi, ci fa lavorare meglio ed aiuta lo nostra creatività.

Nelle relazioni in ufficio, ma anche in giro, è molto d’aiuto sorridere, stempera tensioni a volte inutili ed aiuta a trovare soluzioni migliori, oltre che incoraggiare l’ottimismo.

Oltretutto è stato da anni provato che il nostro modo di affrontare la vita, la capacità appunto di sorridere diminuisce notevolmente il rischio di malattie cardiovascolari, di essere colpiti da ictus. Quando ridiamo, nel nostro organismo vengono rilasciate endorfine, capaci pure di alleviare il dolore, quello fisico. Tanto che la terapia del sorriso è da tempo utilizzata negli ospedali, ricordiamo il successo della clown-terapia!

Aggiungerei che un sorriso incoraggiante aiuta nella fiducia reciproca e ci rende di certo più attraenti, non siamo attirati da persone sempre col broncio! Un professore di psicologia, Howard Friedman dell’University of California, ha scoperto che le persone carismatiche sono quelle che sorridono più spesso, capaci di dimostrare buone intenzioni e avendo come risultato l’aumento della propria simpatia, conquistano quindi ogni persona intorno.

Sorridere aiuta a migliorare l’umore, anche se all’inizio il nostro sorriso è forzato, dovremmo esercitarci a sorridere di più! Sappiamo bene che è pure contagioso: se sorridiamo a qualcuno, difficilmente questa persona ci risponderà con un’occhiataccia, magari inneschiamo un sorriso generale!

Perché promuoviamo relazioni positive e se facciamo caso, ogni volta che buttiamo sul ridere anche una discussione accesa, riusciamo a stemperare quell’aria da tempesta, capace di rovinare tutto!

Non dimentichiamo poi che è gratis!

E l’ora da cambiare?! Mah…

Durante la notte tra il sabato 27 ottobre e la domenica 28 succederà qualcosa che non ho mai compreso appieno. Intendo il cambio d’ora in relazione alla questione risparmio, cioè al fatto che il sole ci aiuti con la luce e risparmiamo così un fracco di soldi, quando invece mi sembra il contrario!

Il fatto che un tot di persone possano usare minor quantità di energia elettrica non porta come immediata conseguenza che la sera, venendo buio un’ora prima, tutta la popolazione sia obbligata ad accendere la luce se non vuole sbattere il muso contro gli spigoli di casa?! No?!

Qualcuno mi deve spiegare veramente cosa c’è sotto, perché sono quasi sicura che ci siano degli interessi incredibili, ma capaci unicamente di riempire le tasche di pochi, com’è usanza, purtroppo! E poi questo cambio d’ora genera problemi di non poco conto: il sonno risulta disturbato, le abitudini devono per forza cambiare, perché se sei abituato ad andare a correre ad un certo orario, ora che c’è buio chi si avventura più?

La Commissione europea, più precisamente Jean-Claude Juncker, ha annunciato di aver fatto partire l’iter burocratico affinchè non si passi più dall’ ora legale a quella solare, mantenendo in vigore per tutto l’anno la prima delle due.

Se dovesse andare a buon fine, in Italia dovremmo mantenere l’ora legale per tutto l’anno, cioè quella estiva. Avremmo quindi un’ora in più durante l’estate e soprattutto un reale risparmio energetico; in cifre significherebbe all’incirca  560 milioni di kilowattora di energia da marzo a ottobre, con un risparmio complessivo di circa 120 milioni di euro per gli italiani. Direi che non sarebbe male!

Eppure sembra così difficile arrivarci! Sembrerebbe che per decidere una cosa così ovvia esistano invece parecchie resistenze, anche se non ho mai incontrato qualcuno che fosse contento di questo triste cambio, che ci costringe ad anticipare tutto. Come se improvvisamente ci comunicassero l’avvento di nuovi ospiti per cena, alle 19, invece che per le 20!

Perché, parliamoci chiaro, se dovete farci patire un’ora di fuso orario, fateci svegliare in un posto migliore e diteci che siamo in vacanza, sennò non vale!

 

La nostra terra, l’Italia…

L’Italia, il nostro Paese, che apprezziamo soprattutto quando andiamo via, anche per una breve vacanza. Succede però che ci siano delle situazioni in cui poco lo sopportiamo pur amandolo,  qualche volta è accaduto anche a me.

Certo è che quando confrontiamo i nostri “fiori all’occhiello” con altri Paesi, dobbiamo ammettere che su certi argomenti non c’è gara… La nostra artigianalità, creatività di pochi ormai, si distingue tra tutte, ed è riconosciuta anche dall’altra parte del pianeta. Ci ha sempre resi orgogliosi, e quanto siamo riconoscibili per come ci vestiamo, per il nostro cibo!!

Poi però i nostri figli vanno fuori dal nostro Paese a studiare e pure a lavorare, perché qui la parola “merito” non ha lo stesso valore che nel resto del mondo. Che peccato! Una terra come la nostra, ricca di storia, paesaggi da mozzare il fiato e clima invidiabile si sta spopolando di giovani, solo perchè non siamo capaci di dar loro opportunità di lavoro adeguate.

La disoccupazione poi, rende tutto più facile, così trovano lavoro, qualsiasi lavoro, e guadagnano pure più dei loro genitori… É abbastanza evidente che abbiamo sbagliato qualcosa, di certo, e non di poco conto!

Dal dopo guerra e la rinascita della nostra economia, perché gli anni d’oro ci sono stati pure in Italia, abbiamo continuato a fare errori, così, uno dietro l’altro, pensando magari che non avrebbe portato a conseguenze. Invece sì, e sono state conseguenze disastrose se ci troviamo tra gli ultimi in Europa, e quando i nostri figli si spostano all’estero siamo pure felici, perché portano il loro supporto in un altro paese e realizzano i propri sogni.

Rimaniamo noi, un popolo sempre più vecchio e rigido, capace solo di brontolare e guardare al passato con nostalgia, chissà che un giorno si possa tornare ai fasti del passato, quando tutti parlavano dei successi della nostra Italia, non unicamente delle bellezze dei nostri paesaggi, per i quali, ahimè, non abbiamo alcun merito.

Le bambole, che passione!

C’è chi colleziona bambole da sempre, chi ci ha giocato anche dopo aver passato l’infanzia, magari con le figlie, e chi continua ad appassionarsi al genere, per tutta la vita.

Poi è nata la Barbie, che ha sdoganato la bambola con le forme di donna, al contrario di quelle asessuate con le quali si giocava, e con lei il suo mondo infinitamente più moderno e lussuoso. La Barbie ha fatto sognare bambine di tutto il mondo ed il mondo intorno alla bellissima bambola è più vario che mai.

Il più grande collezionista di Barbie è un urologo napoletano che risponde al nome di Antonio Russo, e parte della sua infinita collezione gira per il mondo, a dimostrare che non solo le donne sono appassionate del genere.

Ma se di bambole stiamo parlando non possiamo far finta di nulla ed ignorare ciò che è successo i primi giorni di agosto scorso. Siamo a Torino, dove è nato l’ormai famosissimo bordello, Lunidolls, che ha preso spunto da quello tedesco di Dortmund, il Bordoll, aperto nel 2017. Una vera e propria casa di appuntamenti ma al posto delle signorine in carne ed ossa abbiamo, appunto, le bambole.

A Dortmund, in Germania, sta continuando a lavorare con successo mentre a Torino, nonostante avesse riscosso grande successo, è stato chiuso nel giro di pochi giorni.

Le bambole che si trovavano in queste case di appuntamento costano dai mille ai duemila euro e venivano lavate e trattate con molta cura. Nonostante l’assoluta innocenza delle stesse non è andato giù il fatto che qualcuno potesse fare dell’impresa e guadagnare senza nuocere a chicchesia. In Giappone, infatti, questo business esiste da parecchio e le bambole sono talmente perfette da poter quasi sembrare donne reali. De gustibus…

(Le parti intime di queste bambole giapponesi sono usa e getta e la manutenzione è rigorosa, proprio perché il costo di ognuna di loro è notevole, dai 4000 ai 6000 dollari!)

Non ci stupiamo più per nulla, questo è vero, ed è lontano il tempo in cui giocare con le bambole erano considerato un passatempo per bambine …

 

La macchina del tempo

Tutto ha inizio con la teoria della relatività di Einstein, in realtà la maggior parte fra noi ha iniziato a fantasticare sulla macchina del tempo già da bambino. Chi più, chi meno.

La base su cui tutti saremmo d’accordo sarebbe quella di averne una a disposizione, soprattutto per decidere, ogni tanto, di fare un viaggio temporale, nel passato come nel futuro.

E qui partono i sogni e le avventure più incredibili, perché per molti tornare nel tempo passato, magari il medioevo, potrebbe rappresentare un’esperienza fantastica, mentre altri sarebbero molto più portati ad esplorare il futuro, per infiniti motivi.

Momento di tuffo inesorabile nel passato perché non possono che venirmi alla mente scene memorabili tratte dal film con Massimo Troisi e Roberto Benigni – Non ci resta che piangere.

Tornando al fantomatico apparecchio in grado di salti temporali incredibili, ho letto da qualche parte che certamente si può viaggiare nel tempo. Ha detto il professor Brian Cox, che “Se si va veloce, l’orologio scorre lento rispetto alle persone. Quando ci si avvicina alla velocità della luce, l’orologio scorre così lento che si potrebbe andare fino a 10 mila anni nel futuro…”

Questo ci porta alla drammatica conclusione che se si può fare un viaggio nel tempo è unicamente verso il futuro, senza via di ritorno. Che è un po’ come dire che dobbiamo solo proiettarci verso l’ignoto, senza guardarci indietro, quel che è fatto è fatto.

Tutto sta nel viaggiare più veloci della luce, e che ci vuole?! In realtà le astronavi, quelle che portano gli astronauti nello spazio, percorrono spazi immensi a velocità incredibili, sono una sorta di macchina del tempo.

Fatto sta che da ciò che possiamo fare oggi ad un prossimo futuro ci sono tutte le carte in regola per arrivare alla costruzione di una vera e propria macchina del tempo.

A quel punto potremmo fare viaggi incredibili visitando il futuro! Per ora stiamo con i piedi per terra e pensiamo semplicemente a domani!