Saldi e ribassi… Ripassi…

Cioè l’acquisto compulsivo del superfluo… A volte… Spesso…

E a questo punto dell’anno direi che siamo agli sgoccioli…

Ieri però ho ancora notato in un grande magazzino un piccolo corner dove stanziavano, tristissimi, gli ultimi capi della stagione estiva rimasti invenduti. Proprio quelli che nessuno vuole o di una taglia tale, adatta solamente a pochissimi esseri umani.

Un tempo i saldi iniziavano a fine estate e le occasioni erano proprio da prendere al volo, in un lasso di tempo davvero ristretto.

Oggi possiamo tranquillamente acquistare in saldo nel momento in cui facciamo il cambio del nostro guardaroba.

Di certo convenente ma alla fine rimane il dubbio che fosse meglio com’era, tanto per cambiare.

Mi dispiace per i negozianti che devono già fare i conti con la vendita online, sempre più usata e di certo conveniente, e pure con il tempo, inteso come situazione metereologica, che di certo non aiuta.

Da anni i saldi hanno inizio proprio quando arriva il caldo vero, cioè quando abbiamo già rispolverato i capi dell’anno precedente ma non ci siamo ancora annoiati dagli stessi.

Poi, tutto in un colpo, ecco che arrivano i ribassi con prezzi davvero dimezzati.

Quindi tutti quelli che non hanno ancora acquistato ecco che sono invogliati a farlo e parte così l’incontro tra offerta e domanda, rispondendo al meglio alle richieste dei più.

Poi vogliamo parlare di chi, nonostante gli armadi pieni zeppi di ogni qualsivoglia articolo risponde al desiderio compulsivo di comperare, comperare, comperare?

Una delle malattie di questo tempo, in cui non si ha proprio bisogno di qualcosa da acquistare ma rimane la risposta ossessiva ad una necessità di riempire l’ennesimo armadio, cassetto, vuoto interiore, dicono gli psicologi.

E pensare che, proprio oggi, avrei voluto comperare un paio di sandali bianchi ma in giro non c’è più niente!

Peccato, vorrà dire che aspetterò l’anno prossimo!

 

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