Saldi e ribassi… Ripassi…

Cioè l’acquisto compulsivo del superfluo… A volte… Spesso…

E a questo punto dell’anno direi che siamo agli sgoccioli…

Ieri però ho ancora notato in un grande magazzino un piccolo corner dove stanziavano, tristissimi, gli ultimi capi della stagione estiva rimasti invenduti. Proprio quelli che nessuno vuole o di una taglia tale, adatta solamente a pochissimi esseri umani.

Un tempo i saldi iniziavano a fine estate e le occasioni erano proprio da prendere al volo, in un lasso di tempo davvero ristretto.

Oggi possiamo tranquillamente acquistare in saldo nel momento in cui facciamo il cambio del nostro guardaroba.

Di certo convenente ma alla fine rimane il dubbio che fosse meglio com’era, tanto per cambiare.

Mi dispiace per i negozianti che devono già fare i conti con la vendita online, sempre più usata e di certo conveniente, e pure con il tempo, inteso come situazione metereologica, che di certo non aiuta.

Da anni i saldi hanno inizio proprio quando arriva il caldo vero, cioè quando abbiamo già rispolverato i capi dell’anno precedente ma non ci siamo ancora annoiati dagli stessi.

Poi, tutto in un colpo, ecco che arrivano i ribassi con prezzi davvero dimezzati.

Quindi tutti quelli che non hanno ancora acquistato ecco che sono invogliati a farlo e parte così l’incontro tra offerta e domanda, rispondendo al meglio alle richieste dei più.

Poi vogliamo parlare di chi, nonostante gli armadi pieni zeppi di ogni qualsivoglia articolo risponde al desiderio compulsivo di comperare, comperare, comperare?

Una delle malattie di questo tempo, in cui non si ha proprio bisogno di qualcosa da acquistare ma rimane la risposta ossessiva ad una necessità di riempire l’ennesimo armadio, cassetto, vuoto interiore, dicono gli psicologi.

E pensare che, proprio oggi, avrei voluto comperare un paio di sandali bianchi ma in giro non c’è più niente!

Peccato, vorrà dire che aspetterò l’anno prossimo!

 

Parole, immagini, noi possiamo!

L’importanza delle parole, delle immagini, dei motori di ricerca, delle connessioni. Perché internet è un sistema di connessioni.

E tutti si vogliono connettere, solo così possiamo conoscere cosa vogliamo e spesso decidere il valore di ciò che ci circonda!

Il potere della conoscenza ci rende padroni di sapere e ci regala anche la possibilità di decidere cosa non vorremmo sapere.

Chi sa decidere rispetto ai dati, ha quasi in mano la conoscenza, perché li gestisce ad analizza, e attraverso lo studio di questi riesce a raccogliere input che insegnano e ti fanno migliorare ciò che vuoi: l’acquisto, la vendita etc…

Chi capisce questo è un passo avanti…

E senza determinati presupposti non si va da nessuna parte…

Chi capisce sta sul mercato e se riesci a stare sul mercato, riesci a competere, quindi hai la possibilità, non  di  vincere, ma di esistere. E magari trarre profitto, quindi guadagnare e vivere oltre il livello di sopravvivenza.

Facciamo un semplice ragionamento: se sono in grado di spiegarti bene un prodotto/servizio e te lo trasmetto al punto che tu ne capisci il valore e di conseguenza il vantaggio ad averlo, ecco che l’intento sarà raggiunto.

Avrai voglia di osservarlo, quindi lo comperi, sempre se ne hai la possibilità oppure se pensi che ti serva a tal punto da farti superare anche l’impossibilità di comperarlo farai di tutto per possederlo, chiederai un prestito, farai delle rate etc…

Tutto sta nella capacità di convincere una persona che di quel prodotto o servizio ha decisamente bisogno.

Ed il mondo è pieno zeppo di tutto questo, sta a noi essere in grado di portare acqua al nostro mulino e fare in modo che ciò che offriamo sia così irresistibile da far superare le resistenze che permettono a milioni di utenti di essere immuni a tutto ciò che ci circonda.

É la magia delle parole, dette e nascoste, quelle che ci portano verso un prodotto piuttosto che un altro e guidano le nostre scelte, a volte anche troppo!

 

 

 

 

Relazioni umane, la vita!

Cioè il contatto tra esseri umani. Avere ottime relazioni è poi la strada migliore per avere un vita di soddisfazione.

A partire dalla tenera età ci confrontiamo con gli altri, attraverso il gioco, poi l’esperienza scolastica, e man mano si cresce abbiamo occasione di incontrare tante persone e con molte di loro si instaurano legami più o meno forti.

A seconda del carattere, delle situazioni e a volte del tempo che abbiamo a disposizione per conoscere una persona.

Capita a volte di aver incontrato qualcuno per poche ore  e di serbarne un ricordo notevole, per il buon tempo trascorso con lui, o lei.

Quasi una magia, che spesso ci regala la possibilità di condividere relazioni lampo con persone speciali, anche solo un tragitto, e goderne ogni volta, col ricordo.

Ed è così facile, a parole relazionarsi con gli altri, mentre in realtà non sempre funziona in maniera automatica e succede che in molti ambienti, soprattutto di lavoro, ci troviamo in sintonia con certe persone mentre non riusciamo proprio a gestire al meglio il rapporto con altre.

Così rischiamo di trasformare il periodo accanto a queste persone come un vero e proprio incubo.

Fortunatamente non è sempre così rischioso avere a che fare con la gente, ma non ci si stupisce quando si vedono in commercio un’infinità di  manuali che insegnerebbero le regole principali per la sana convivenza con il prossimo, soprattutto in certi ambienti.

Alla base di tutto il proprio atteggiamento, sempre propositivo, capace da solo di accattivarsi la simpatia della maggior parte dei colleghi, anche i più difficili.

Poi, si sa, ci sono persone che istantaneamente ci piacciono ed altre proprio no. Lasciando da parte sciocchi pregiudizi sappiamo bene che un sorriso gentile è l’arma migliore per conquistare chiunque in ogni ambiente.

Avete mai provato ad avere un atteggiamento corretto ed educato con chi si ostina ad essere sgradevole con voi?

Si può rimanere stupiti!!!

 

Relax vero…

Quindi, finalmente, parliamo di vacanze!!

Che, tanto per intenderci, non sono quelle di una mamma che si appresta a trascorrere un periodo di tempo con la famiglia, composta da due bimbi, in una situazione dove le comodità non rappresentano il confort cui è abituata a casa propria.

Questo non è relax! Il marito la raggiunge nei fine settimana ma ha talmente lavorato che si merita un piccolo periodo di riposo. (Parentesi dovuta in omaggio alle signore in questione, che sostengo psicologicamente ed abbraccio!!)

Questo per dire che vacanza non sempre corrisponde ad un periodo in cui una persona si possa rilassare completamente, quelle vere sono periodi in cui si possono fare tutte quelle cose che amiamo fare, senza stress alcuno!

Poi, per carità il concetto di relax è soggettivo, personalmente in luoghi dove c’è pochissimo da fare, dopo la lettura che adoro, se non ci sono attività/escursioni mi prende una certa irrequietezza! Ognuno ha un proprio concetto di relax e non sempre riesce ad accontentarsi.

E qui si arriva al nocciolo del pensiero: siamo davvero capaci di rilassarci come dovremmo, o meglio siamo in grado di fare qualcosa di estremamente gradevole per il nostro corpo e spirito?

Necessario scegliere la meta giusta e saper staccare la spina, magari spegnendo lo smartphone per qualche giorno… Qualche ora?!

Se una persona si sente bene, qualsiasi concetto abbia di vacanza, direi che ha fatto centro, anche se spesso si torna dal periodo tanto agognato più stanchi di prima.

Ma ricordate le vacanze di quando eravamo ragazzi? Quelle trascorse con amici e pochi altri pensieri se non divertirsi a più non posso? Che meraviglia!

Con l’età cambiano le esigenze, certo, ma un bel periodo in un luogo dalle caratteristiche amene e con le persone giuste sarebbe in grado di ricaricarci come non mai. Preferireste da soli, rispondendo solo ed esclusivamente alle vostre esigenze? Perché no?

E tornare alla normalità con un bagaglio di esperienze così piacevoli da permetterci di affrontare la routine con tutto un altro spirito!

Rivoluzione!

Intorno a noi, dentro di noi! Tutti veri guerrieri, a parole, poi, nella maggior parte dei casi dei teneri conigli.

La rivoluzione che vorremmo fare non è così ben definita, è più una voglia repressa di farsi valere, di combattere ciò che non ci piace ed è, in genere, direttamente proporzionale all’aggressività verbale che impera, soprattutto qui sui Social.

Perché c’è tanta delusione ovunque, e si riesce a mala pena a gestire la propria, figuriamoci quella della famiglia, dell’ambiente di lavoro o del mondo, in genere…

Ma come ci siamo arrivati a questo? Perché qualche domanda bisognerebbe farsela, magari cercando di rispondere con un po’ di sincerità, rispetto a noi stessi.

A me viene in mente quando mio nonno raccontava della propria vita e realizzavo che non doveva essere stato facile vivere ed affrontare due guerre, e nel frattempo lavorare e crescere una famiglia.

Dicono che le difficoltà aiutino nella crescita, forse tutte quelle che i nostri vecchi dovevano affrontare li ha resi certamente più forti e capaci, rispetto a noi, che se si rompe un elettrodomestico andiamo in crisi. Idem per la temperatura di casa inferiore ai 20 gradi , quando loro si svegliavano con il ghiaccio alle finestre, senza acqua calda, corrente.

Ed il tipo di educazione ricevuta?

Sarà che ci sentiamo in colpa nei confronti dei figli, intendo inconsciamente, perché poi, a parole siamo tutti genitori perfetti, oppure non li cresciamo autonomi, diamo loro troppo, troppo poco, così dicono, e li rendiamo deboli, quanto meno incapaci di affrontare non dico una guerra, ma la quotidianità con la grinta che ci vorrebbe.

E spesso si trovano a dover affrontare molto più di una guerra, tante piccole battaglie che se non hai gli strumenti giusti fai davvero fatica anche solo a volerle affrontare.

E noi? Con le nostre fragilità leggiamo ed ascoltiamo video che ci vorrebbero insegnare come vivere al meglio, aver maggior autostima, combattere le malattie, il grasso, le rughe, i tradimenti e trascorrere vacanze incredibili… Aiuto!

Mi ribello, a tutto questo mi ribello, e via con la rivoluzione!!! Oohhhhh…