La fretta, nostra nemica!

Iniziamo subito col dire che non è colpa nostra. Su questo non ci sono dubbi, siamo decisamente scagionati!

La fretta: perché quando si vive in un mondo che corre all’impazzata, decidere di precorrere la propria vita lentamente non è solo difficile, risulta quasi impossibile. Poi ci sono persone che caratterialmente sono portate alla velocità ed altre cui già la natura ha regalato un’ inclinazione calma.

Chi, infatti preferisce vivere in luoghi tranquilli, rispetto a persone che amano il caos, ed in quello trovano la propria, personale, lentezza. Non è giusto o sbagliato, essere in un modo piuttosto che nell’altro, come al solito bisognerebbe creare quell’equilibrio, capace di rendere la nostra vita serena, a seconda delle proprie inclinazioni.

Dipende dal luogo in cui vivi, intendo in quale realtà, se cittadina o rurale, se il tuo lavoro ti costringe ad avere a che fare con altre persone che corrono all’impazzata per sopravvivere e naturalmente se la tua famiglia è obbligata a seguire ritmi frenetici, dove la fretta è regina incontrastata, nonostante il desiderio di lentezza.

Di certo sappiamo che non è salutare e che per tutti sarebbe meglio rallentare e seguire il ritmo della natura, che insegna sempre. Noi ci stiamo talmente allontanando dal ritmo del passato che, in realtà, non ci siamo accorti di aver oltrepassato la soglia. Quella che porta al “non ritorno”.

Già, perché non è così facile, di punto in bianco, quando le tue giornate sono scandite dal cronometro, e non dal ciclo del giorno, rallentare senza farsi del male. Un po’ come frenare di colpo un treno ai 450 chilometri orari… Ci vuole un lasso di tempo rispettabile per farlo, senza conseguenze disastrose.

Ecco perché non sono d’accordo sul costringersi a rallentare, a tutti i costi, passando da giornate all’insegna della gara cronometrata all’immobilità assoluta. Esiste una sana via di mezzo, cioè andar dietro al ritmo del pianeta, così veloce, sapendosi però gustare momenti di assoluto relax, chiamiamoli di lentezza, proprio per non dimenticare che le cose migliori vanno gustate con la giusta tranquillità.

 

Stalking sul web

I social media che in questi anno stanno spopolando, portano tutti i vantaggi e gli svantaggi che possiede una società, quindi un insieme di persone di diverso tipo. Così succede che si debba tirare in ballo questo termine, lo stalking, che fino a poco fa non si conosceva così bene.

Stalking significa tutto quello che nel web, a livello comportamentale, porta a qualsiasi utente una certa ansia, se non paura, in seguito a molestie o semplici comportamenti di tipo ossessivo, tali da costringere la stessa a cambiare le proprie abitudini e a non godere più della libertà di cui avrebbe diritto. In poche parole è una violazione della libertà della persona, che si può esplicitare in tante maniere, più o meno gravi.

Sono vere e proprie persecuzione, in certi casi, e proprio in questi giorni mi è capitato di leggerne a riguardo sulla bacheca di un’amica che per lavoro si occupa di programmi di dimagrimento in base ad una giusta nutrizione ecc…Visto che mostra se stessa, proprio per dimostrare i cambiamenti fisici dal “prima” al “dopo”, uniti al suo stato di salute, evidentemente la sua immagine suscita in certi uomini atteggiamenti al limite della decenza, visto che si permettono di commentare, inviare privatamente messaggi a sfondo sessuale, travisando volutamente il messaggio. Diciamo che si può rimanere parecchio infastiditi da pressanti e continui cuoricini, complimenti di vario genere ma di certo ci si sente oltraggiati se il tutto si traduce in pesanti commenti.

A lungo andare questo diventa un oltraggio alla persona ed un comportamento pesante da tollerare. Scrivevo in un articolo, tempo addietro, della netiquette, cioè l’educazione sul web, l’etichetta, indispensabile per poter frequentare un qualsiasi gruppo di persone. Ma succede che il web, rappresentando uno spicchio di società, porti alla ribalta pure questi soggetti, incapaci di leggere una situazione di lavoro ed impegno nella giusta maniera.

Che si può fare? Bannare, rivolgersi alla polizia postale, oppure semplicemente ignorare.

Tristezza!!!

Home sweet home! Casa dolce casa!

Perché tornare nella propria casa, che è un po’ come una tana, dopo una serata, un viaggio o una lunga trasferta è un po’ come trovare quella normalità che spesso ci fa sentire nella cosiddetta confort zone.

É bellissimo lasciare il porto sicuro per qualsiasi avventura, ma sapendo di poter tornare nella tranquillità: una gran bella sensazione!

E poi ogni casa che abitiamo ci rappresenta appieno, con le nostre scelte nell’arredamento, i colori, la disposizione, diciamo che ci rispecchia tanto da poterci tranquillamente rappresentare. E raccoglie ogni nostra energia:  per questo motivo a volte sentiamo il bisogno di cambiare qualcosa, all’interno della stessa, proprio perché le case cambiano con noi. Ed è bellissimo ricordare quella dell’infanzia, assieme agli altri luoghi dove abbiamo vissuto e che hanno segnato parte della nostra vita.

Un luogo colmo di ricordi, oggetti dal particolare significato e, benché non vogliamo dare troppa importanza alle cose, non possiamo negare che raccontino molto su di noi.

E se andar via, lasciando la nostre sicurezza risulta un’evidente sfida, di certo è da tener presente il riadattamento, nel momento in cui si ritorna, dopo aver trascorso tanti anni in un luogo diverso.

Un’insieme di sensazioni contrastanti, e non esiste una sensazione peggiore di sentirsi estranei in un luogo che si credeva già conosciuto, quello in cui si è in parte cresciuti e che, adesso, risulta in quasi ignoto. Di certo perché tutto si evolve e più trascorre tempo, maggiori sono i cambiamenti da affrontare.

Ma come rimane bello tornare a casa, comunque! Per rifare  cose che se ripetute nella quotidianità diventano noiose, ma acquistano subito bellezza se quasi dimenticate!

La magia della normalità che si trasforma in emozione, un arricchimento che è il significato del viaggio, di qualunque tipo sia, anche per lavoro e duraturo.

Mi piace pensare a casa mia come un laboratorio di emozioni, non solo personali, ma di chiunque ci sia entrato ed abbia condiviso qualcosa con me, regalandomi altrettante sensazioni, capaci, da sole , di significare una vita!