Il tempo: troppo forte o troppo piano?

Da anni siamo intrappolati in questo sistema assurdo, incoerente, che viaggia alla velocità della luce e ci martella con concetti infiniti, discordanti e alla fine inneggia alla saggezza, all’equilibrio, alla calma. Subito dopo, però devi correre, sennò non stai ai tempi!!!

Ma come si fa in questo mondo a risultare stabili, moderati, dovendo far fronte ad impulsi folli, contrastanti e vertiginosi?

La teoria ci insegna che la vita migliore sarebbe quella in cui mangiamo cibi sani, facciamo molto moto, sorridiamo in continuazione e diciamo la cosa giusta al momento giusto.

Non so voi ma personalmente vorrei sapere come fare a rispettare queste regole. Anche perché sono basate sul “nulla”: cibo sano non esiste, se fare moto significa correre a perdifiato sul corso di una metropoli passo il testimone, e per di più non si può far sempre finta che tutto vada bene se dal momento in cui ti svegli a quello in cui ti addormenti sei tormentato da mille scocciature.

Oppure se ci riesci vuol dire che sei un asceta o semplicemente un falso/ipocrita.

Perché per anni ci hanno fatto correre come galoppini, incontro al progresso, che ci avrebbe portati in un’era dove tutto sarebbe stato più semplice. Ci hanno convinti che dal momento in cui risparmiavamo tempo, grazie al robot da cucina anni addietro, avremmo avuto più spazio per fare altro, e divertirci.

E non era vero: dal robot da cucina si è arrivati in un nanosecondo a mille altri marchingegni che ci hanno fatto certamente risparmiare tempo ma di contro, il tempo rimasto lo dobbiamo usare a risolvere i problemi che tutto ciò ha causato.

E con questo non voglio andar contro al progresso, per carità, ma smettiamola di dirci che basta dire due frasi e la giornata butta al meglio, oppure che esiste la ricetta per tutto e che dipende solo dalla nostra volontà. Non è affatto così.

L’unica ricetta valida è sempre quella di munirsi, sempre, di infinita pazienza. Punto.

 

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