Scegliamo. Sempre.

Anche inconsapevolmente. E qui, i maghi del marketing sanno bene come muoversi.

Perché ogni scelta che facciamo, credendo pure di agire per nostra volontà, in realtà è orchestrata da altri. E non sto parlando di qualche potenza divina, poi ci sarà anche il suo zampino, per carità, ma mi riferisco a tutte quelle menti acute che fanno in modo che noi, di nostra sponte, compiamo una qualsiasi azione cui loro ci indirizzano, per scopi commerciali.

Ci rechiamo in un luogo, piuttosto che in un altro ed acquistiamo un prodotto/servizio rispetto a mille altri. E vi dirò di più, sono anche in grado di farci cambiare le nostre abitudini, portandoci verso le loro, e facendoci credere che sia stata una nostra scelta.

Davvero impressionante.

C’è tanto studio alla base di tutto questo e se io, ieri pomeriggio al supermercato, ho comperato un prodotto diverso dal solito, è perché sono stata attratta da qualcosa. Che sia stato il prezzo conveniente? Magari solo perché la confezione, di formato diverso, ne conteneva meno o il colore, più brillante, non poteva non attirarmi. Oppure ho letto una parola che mi ha convinta in un nanosecondo che quel prodotto fosse più sano/gustoso/delicato.

In ogni caso la mia scelta è stata pilotata, e questo è marketing. Puro.

Sul web è poi tutto amplificato, e qui entra in gioco l’abilità di professionisti, capaci, con immagini e contenuto, di portarti verso una scelta piuttosto che un’ altra.

Non siamo un mondo di rimbambiti cronici e se andiamo al supermercato per comperare qualche prodotto ed arriviamo alla cassa con il carrello della spesa colmo non è colpa unicamente del nostro modo compulsivo di acquistare.

Se ci capita di acquistare molto più di quanto dovremmo è proprio perchè ci portano a farlo. E ci riescono, a quanto pare, molto ma molto bene.

Così per quanto riguarda l’abbigliamento, le auto, qualsiasi cosa.

Perché siamo tutti influenzati da mille input dei quali ci accorgiamo, e da mille altri che ci condizionano in  modi diversi mentre viviamo le nostre giornate: quando siamo in auto, vediamo un programma, leggiamo un quotidiano! Molte nostre scelte sono pilotate da altri.

In poche parole, i criteri che noi usiamo nelle nostre valutazioni quotidiane sono stati lungamente studiati/analizzati, proprio per far sì che questi possano essere manovrati da una comunicazione continua, verbale e paraverbale, capace di farci salire su quei binari che ci porteranno ad agire secondo le loro volontà. Nel limite, ovvio!!

Bene, allora mettiamoci l’anima in pace e se siete calvi ma trovate nella vostra doccia uno shampoo antiforfora che vi guarda, non mi preoccupate, vi avranno inconsciamente convinto che ne avete un assoluto bisogno. Chissà, potrebbe essere benaugurante!

Non siamo matti, ma tanto, tanto bersagliati da mille informazioni e certamente degnamente guidati.

La grinta.

Termine desueto, oggi si usa dire “avere gli attributi”, ma non è la stessa cosa.

Avere grinta ha un significato che accorpa una certa quantità di parole, la grinta è una parola decisa ma nello stesso tempo delicata. Non implica aggressività.

Non c’è bisogno di fare qualsiasi cosa per arrivare a tutti i costi, pur di arrivare. É un termine che implica grande forza interiore ma pure dolcezza e determinazione, assolutamente non prevaricazione. Una di quelle qualità innate: ci nasci, con grinta, oppure puoi svilupparla, certo, ma è cosa ben diversa.

Non è per tutti, la grinta. E te ne accorgi subito, quando conosci una persona che ne ha in quantità!

É stato studiato scientificamente e si è arrivati ad un paio di concetti importanti: prendendo in considerazione 300 personaggi di gran successo, si è arrivati, ad esempio, ad analizzarne il talento, l’intelligenza, per capire quanto sia importante una tra queste qualità rispetto alle altre. E si è arrivati alla conclusione che anche se si possiede talento da vendere ed intelligenza notevole, senza grinta, quindi determinazione, non si raggiungono gli stessi risultati.

Questo è davvero interessante perché ci fa meglio comprendere quanto esistano uomini non paragonabili a geni, che con grande grinta hanno perseguito i propri obiettivi e con altrettante perseveranza li hanno raggiunti.

Ci siamo sempre chiesti se la perseveranza non fosse più importante del mero talento e non fosse indice di grandissima intelligenza. Direi di sì: personalmente conosco persone intelligenti che sono arrivate dove volevano arrivare con grande impegno, determinazione e pure notevoli sacrifici. Questa è intelligenza.

Penso quindi che il talento, da solo, non sia in grado di portare a risultati incredibili.

Poi esistono sempre quelli che arrivano, solo perché con poca fatica raggiungono posizioni di rilievo. La famiglia alle spalle può infatti portarti a coprire un ruolo di rilievo ma devi poi essere tu a mantenerlo, dando dimostrazione di effettive capacità.

E quante aziende/professioni si vedono in gran caduta, quando viene a mancare la generazione che le ha create e li ha posizionati dove non sarebbero dovuti stare!

Quindi viva l’intelligenza, il talento ma soprattutto viva la grinta!

 

Netiquette. Il bon ton del web.

Se l’etichetta corrisponde, in pratica, alla buona educazione, la netiquette, dall’inglese network, rete, e dal francese étiquette, etichetta appunto, è un insieme di regole informali che disciplinano il comportamento corretto ed educato da tenersi sul web.

Visto che sul web ci si rapporta con moltissime altre persone, anche a nostra insaputa, sarebbe il caso di usare dei modi di tutto rispetto, e sapere di cosa si tratti.

Come sempre il buonsenso da solo dovrebbe essere in grado di guidare chiunque in qualsiasi situazione ma, visto che di questi giorni non è facile, ci prenderemo la briga di dare un’occhiata ad alcune di queste regole, in grado di aiutarci ad avere un buon comportamento, anche mentre facciamo parte di questo mondo virtuale.

Certo non si rischia nulla giuridicamente parlando ma certamente di essere isolati o addirittura bannati da liste/gruppi/forum o reti sociali di vario genere.

Come riguardo a tutte le regole di educazione ce ne sono alcune cui si potrà soprassedere ed altre invece, così importanti, da richiedere la sospensione dell’utente incapace di buone maniere se non vengono rispettate.

I comportamenti contrari alla netiquette, per eccellenza, sono certamente quelli che recano danno ad altri utenti in Rete. Da quando il web è nato, il concetto di netiquette è cambiato e si evolve ogni giorno, ma come l’educazione nella vita, la netiquette è decisamente importante.

Ad esempio l’invio di email a tutti i propri indirizzi inserendoli insieme nel campo “A”, quindi mostrandoli apertamente a tutti i destinatari, viola la prima regola di privacy.

Senza contare che se uno dei computer fra quelli dei destinatari risultasse portatore di virus, il rischio di infettare tutti gli altri destinatari sarebbe altissimo.

E poi inviare spam, effettuare mailbombing, è pure considerata contro la netiquette.

Scrivere usando il carattere maiuscolo o non porre l’Oggetto nelle mail inviate, anche.

Perché se tutti noi ricevessimo, nelle centinaia di mail che riceviamo per lavoro ogni giorno, un numero di queste senza l’oggetto specificato, non sarebbe possibile capirne da subito l’argomento, quindi la priorità di lettura cui segue.

Insomma, se siete delle persone decisamente educate nella vita di tutti i giorni, rispetterete certamente la netiquette, e sarete quindi benvenuti e benvoluti in ogni forum o social web site.

Evviva!!

 

Il pudore. Oggi.

Iniziamo col dire che per il suo significato, derivando da “pudere”, aver vergogna, è sempre messo in relazione al sesso.

Questa mattina vorrei però soffermarmi sul significato più profondo della parola pudore, quello che indica ogni forma di ritegno, di discrezione, in genere.

E visto che mi occupo di parole e web e mi hanno suggerito di scriverne a riguardo, ci ho pensato proprio in questi giorni ed eccomi a scriverne, dopo i soliti mille pensieri.

Pudore. Tutto è partito dall’osservazione di alcuni post/immagini, ritraenti tombe, famigliari morenti e via di questo passo. Non sarebbe mia intenzione giudicare, tanto meno analizzare momenti bui di chiunque si serva dei social, del web per ricevere attenzione/affetto o non so cos’altro. Ma…

Mi chiedo cosa possa spingere una persona a fotografare un proprio caro in condizioni pietose, così intime, ritengo, se non ad usarlo per ricevere, esso stesso… cosa?! Pietà, affetto, comprensione?

Questa non è di certo la sede per analizzare la psicologia della gente, quindi non entrerò in merito, mi limito a chiedermi il motivo di tanta esposizione al vento delle proprie disgrazie.

Perché rimango perplessa dinnanzi a tanta pubblicità della propria famiglia. Ci sta che siano pubblicizzati/dichiarati fidanzamenti, matrimoni, separazioni, divorzi, anche se personalmente lo farei con una certa discrezione, ma tutto il resto mi sembra terrificante.

Il pudore. Oggi può apparire un elemento superato, ormai vecchio, fuori posto. Se ne parla poco e spesso per ridicolizzarlo, come se non avesse più alcun significato per la società odierna. Penso invece possa ancora insegnarci qualcosa di importante sul rispetto di sé, degli altri e della loro dignità in generale.

Trovo il pudore necessario quando limiti la spettacolarizzazione di un qualcosa di privato, molto privato, come la sofferenza. Che a mio avviso non dovrebbe essere esposta allo sguardo di tutti, ma difesa, preservata.

Senza prendere in considerazione l’eleganza della riservatezza, che saremo in pochi ad apprezzare ma che ha un valore così grande!

 

 

L’inizio. E i buoni propositi.

 

2018!!! Siamo all’inizio del nuovo anno e di propositi ne avremo certo tantissimi, tutti dichiarati e credibili!

Per ora!

Adoro il principio, l’inizio, le startup… Tutto ciò che ha dinnanzi un infinito spettro di scelta, di possibilità, è in grado di darmi una carica notevolissima.

Perché ogni situazione, nella vita e nel lavoro, che debba compiere i primi passi, è vero che ha bisogno di notevole energia per essere portata avanti degnamente, ma è proprio questo che piace!

L’inizio è bello, come la luce dell’alba, la migliore per antonomasia, e noi tutti guardiamo all’inizio di qualcosa con occhi colmi di stupore.

Abbiamo tutte le possibilità del mondo, possiamo tranquillamente fare un piano e dal quel momento è tutto nelle nostre mani, ed un poco in quelle del destino, che io penso possa essere comunque guidato da noi, tranne riguardo un paio di cosette.

Ecco perché per una persona entusiasta e propositiva è molto esaltante portare avanti una nuova situazione, di qualsiasi genere!

Quando si tratta di lavoro il fervore, il trasporto sono sempre accompagnati da uno sforzo notevole, da impegno in termini di tempo, di denaro, una sfida che portiamo avanti con grinta e determinazione, oltre che con accurato senno e preparazione. Ne sono certa.

A volte la scelta di collaboratori capaci e con i quali si vada d’accordo è indispensabile, così non è sempre facile trovare quelli migliori con i quali condividere gioie e dolori, sul lavoro. Diciamo che se la collaborazione funziona con soci e/o collaboratori si è già in una botte di ferro.

Poi, certo, prima di recuperare l’investimento bisogna pazientare, soprattutto se è stato ingente, ma, volete mettere la soddisfazione di creare una nuova azienda/realtà, un’opportunità di mettersi in gioco e di avere un ottimo ritorno? (Perché questo vogliamo ed è ciò che ci auguriamo, sempre).

Allora, come diceva Teddy Roosevelt: “Non sprecare il tuo tempo. Crea, agisci, prendi posto ovunque tu sia e diventa qualcuno”