Il tempo, concetto volubile

Vorrei evitare di esprimere il solito concetto rispetto alla velocità in cui corre, troppo banale…

E pure quello che non ne abbiamo mai abbastanza… Banale II…

Facciamo il punto, invece, su quelli che di tempo non ne hanno mai, o meglio, che dicono di non averne mai…

I superimpegnati, quelli coi quali, per avere un colloquio telefonico devi aprire l’agenda dove ancora è vergine, tipo dopo due mesi, come quando segni l’appuntamento per la visita oculistica richiesto con la mutua…

Poi certo esistono persone che lavorano 15/18 ore al giorno, è vero, ma sono davvero in pochi. Per il resto fa molto “cool” dire che non hai mai tempo. Per nulla.

Ma oggi, purtroppo, per chi dice di non essere disponibile, ecco che si aprono dei metodi di sbugiardamento notevolissimi.

Ad esempio i Social! Se una persona dichiara di lavorare dalle 6.30 la mattina e poi vedi invece che a quell’ora e per tanto ancora scrive su Facebook post, tagga, diciamo che in gergo sta cazzeggiando, va benissimo che lo faccia, intendiamoci, sta di fatto che quello, anche se sei un web designer, un Webmaster, un Social Media, insomma un addetto ai lavori, non è lavoro.

Rimane cazzeggio, e come tale deve essere preso in considerazione.

Ed il tempo ha il dovere di essere usato al meglio, ad esempio per spassarsela, e ci sono i fortunati che appartengono a questo gruppo, sennò facendo in modo di potersela spassare alla grande in un prossimo futuro, cioè aumentando le proprie risorse economiche.

E questo si può fare allargando i propri orizzonti conoscitivi, studiando, leggendo e approfondendo gli argomenti che non conosciamo a fondo o allargando il vocabolario rispetto ad una lingua straniera che non parliamo fluentemente.

Il tempo si trova, per questo, lo sappiamo bene: basta un’oretta al giorno, costante!

Perfetto, perché, come dice Marco Montemagno, “dire non ho tempo nel lavoro è la religione degli sfigati”.

 

 

 

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