La fiducia

Argomento spinoso, a tratti banale, ma che si ripropone spessissimo riguardo a qualsiasi tipo di rapporto: di coppia, di amicizia, di lavoro.

E proprio di quest’ultimo volevo trattare, perchè  negli ultimi giorni ho pensato a lungo al significato di questo termine e alla sua applicazione.

Non deve essere preso unilateralmente perchè sennò non funziona, o meglio, funziona per una delle parti, ma a lungo termine, scoppia.

Perché la fiducia, sul lavoro significa tante altre cose: significa non approfittare dell’altro, non trattarlo come non vorresti essere trattato tu, mettere dei paletti su determinati tipi di comportamento.

Facciamo un esempio di quelli che tutti noi conosciamo: se un cliente ti chiede di aumentare il tuo impegno, anche solo di un’ora, e poi non te lo riconosce, allora la volta successiva certamente non gli darai la stessa attenzione.

E la regola per tutto sarebbe quella di mettere sempre nero su bianco ogni tipo di accordo.

Questo dovrebbe evitare tanti fraintendimenti, ma, si sa, molte volte, anche per semplice pigrizia non ci viene in mente di scrivere di piccole cose, oppure di mettere i puntini sulle i riguardo lavori extra-offerta.

E qui sta l’errore.

Perché il mondo è pieno di gente che approfitta delle situazioni e non è giusto che ci sia qualcuno ne approfitti, perchè il tempo è uguale per tutti.

Non fatevi problemi a sottolineare un surplus se avete lavorato di più di quanto accordato, e nemmeno a sentirvi in colpa per il prezzo lievitato di un’offerta.

Non lamentiamoci se succede: non è che lo facciano perchè non vi stimano abbastanza, lo fanno per una sorta di abitudine, trattano tutti così. Una brutta abitudine.

Ma dipende sempre da noi il comportamento degli altri, quindi basta seguire piccole regole di comportamento et voilà, il gioco è fatto!

Attenti, ma positivi, perché, come dice Antoine Rivaroli, si è più spesso ingannati dalla diffidenza che dalla fiducia.

 

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