Viaggiare per lavoro.

Oggi lavoriamo in remoto, possiamo spostarci il meno possibile ma in realtà siamo sempre in movimento: perché i clienti prima o poi ti vogliono vedere. É necessario.

Quindi è tutto un movimento tra mezzi pubblici, treni, auto etc…

Funzionassero perfettamente non ci sarebbero problemi ma dal momento in cui si sale su un autobus per percorrere 30/40 minuti di percorso, ci accorgiamo immediatamente che potrebbe andare molto meglio.

Tanto per iniziare diventa impossibile sedersi, e non perchè i posti siano occupati da persone anziane o signore in gravidanza: avrebbero la mia approvazione. Ma perchè seduti ci stanno bimbi/ragazzi, ed accanto a loro, genitori che fanno finta di nulla. Non mi addentro su questo argomento, non è il caso!

Allora continuiamo sulla scia dei nostro  modo di spostarci, prendendo unicamente in considerazione i nostri movimenti. E con noi i nostri strumenti di lavoro.

Ognuno ha i propri: mi capita spesso di vedere strumenti musicali, il più delle volte persone che usano pc, Mac, tablet per procedere con il proprio lavoro mentre il treno corre sui binari.

Corre, non sempre. Spesso si ferma in aperta campagna, sembra senza motivo. Oppure, come nel mio caso, sul Frecciarossa, si continuano a scusare: per la porta della seconda carrozza aperta, per il ritardo…

Invece di scusarvi apprezzeremmo il rimborso del biglietto, ad esempio!

Ma non siamo polemici, per carità! Avremo più tempo per lavorare, per immergerti nei nostri pensieri…

Così vorrei toccare un altro tasto:  veniamo informati erroneamente sul wi-fi del Frecciarossa, che non è affatto vero che funzioni, e ci troviamo a percorrere viaggi interminabili senza la possibilità di lavorare come vorremmo.

Poi conosciamo il modo per mettere in contatto il nostro smartphone con il pc e di risolvere la questione. Ma non è questo il punto.

E non tutti lo sanno. Sono le informazioni ad essere sbagliate: se dichiarate il wi-fi libero su certi treni, così deve essere.

Vogliamo poi parlare della temperatura polare nelle carrozze? Sarà fine estate ma viaggiare con 18° per più di tre ore può solo portare ad un malanno.

Sempre una questione di buonsenso. Allora proporrei un appello: “Buonsenso sui treni delle ferrovie italiane, presente?!”

Nessuna risposta.

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