L’esperienza conta?!

Senza l’esperienza niente può essere conosciuto sufficientemente. Infatti “Sono proprio due i mezzi del conoscere: la dimostrazione e l’esperimento.”

Anche non tirando in ballo Bacone e compagnia bella, direi che si può concludere che senza aver provato, non si può sapere nulla. Esempio semplice: come facciamo a sapere che il fuoco scotta se non abbiamo esperienza nostra o di qualcuno che abbia provato a mettere in contatto se stesso o un oggetto con il fuoco?

Possiamo studiare tutto sul fuoco e per questo non sfidarlo ma certo è che se ne abbiamo esperienza, allora ne siamo certi senza ombra di dubbio.

Per lo stesso motivo non possiamo conoscere qualsiasi altra cosa senza averla sperimentata. Così funziona sul lavoro:  a scuola hai studiato una materia ma è quando la devi mettere in pratica che la fai realmente tua e con l’esperienza la conosci sempre più a fondo.

Ecco, quindi, l’importanza dello studio e della formazione, ad ancor più dell’esperienza, quella in grado di approfondire e darti la possibilità di metter in pratica la teoria.

Proprio la differenza tra teoria e pratica, cioè dalle parole ai fatti.

A parole siamo tutti allenatori di calcio quando vediamo una partita, psicologi quando ascoltiamo i problemi di amici e chef stellati a tavola. Poi, però, al momento in cui, ad esempio,  metti in pratica le tue incredibili doti culinarie ti ritrovi una cena da buttare nella pattumiera e le pive nel sacco.

Perché qualsiasi mestiere, per portare a casa risultati deve scontrarsi con la realtà ed il tempo, bisogna sbagliare e riprovare, a volte dieci, altre mille volte,  e solo così si può migliorare fino al momento in cui si è abbastanza sicuri per poter garantire sempre un ottimo risultato. Qualsiasi cosa tu stia facendo, anche un castello di sabbia.

A questo proposito vorrei ricordarvi quando, muniti di secchiello e paletta, rastrello ed altri accessori, volete mostrare ai figli le vostre capacità costruttive in riva al mare. Conoscete i trucchi: sabbia bagnata, distanza dalle onde del mare, legnetti in aiuto per decorare… Questa sì che è la dimostrazione dell’esperienza!

Poi arrivano i piedi della sorella o di altri bambini e via… tutto distrutto!!! Perché l’esperienza è la dimostrazione che con l’impegno di può creare tutto, sempre tenendo conto delle infinite insidie create da agenti esterni!!

Il fallimento…

Quando pensi di fallire puoi riuscire in tutto!!

L’ho letto da qualche parte, e pensandoci bene quando sbagli dovresti imparare qualcosa, quindi il fallimento è terapeutico quanto lo è sbagliare. Senza errori come si fa ad imparare qualsiasi cosa? Impossibile!

Eppure tutta questa paura di fare perché c’è poi il rischio di cadere in errore…

Quante cose sbagliamo, anche facendoci male, prima di essere in grado di farle correttamente! Ricordate le cadute con i pattini, in bicicletta? Mettendosi alla prova fisicamente, e cercando di superarsi è davvero impossibile non cadere.

E così vale anche per le prove che fisiche non sono, ed a volte risultano ancor più difficili!

Quindi non dire ciò che provi ad una persona, perché c’è il rischio che non provi altrettanto e che tu possa essere deluso, ad esempio!  Ma pensate se alla fine anche l’altra persona nutre gli stessi sentimenti e per lo stesso motivo non si dichiara. Un disastro! Entrambi destinati ad una vita diversa da quella che potrebbe riservare un grande amore!

Oppure semplicemente si sogna di fare qualcosa per tutta la vita ma non si ha il coraggio di mettersi in gioco perché il rischio è appunto il fallimento!

Va bene, allora rimaniamo tutti nella confort zone, tranquilli, senza rischiare, e naturalmente lamentandoci della vita piatta e noiosa, che non ci consente di vedere realizzati i nostri desideri!

Un vecchio detto, ” Chi non risica, non rosica” riassume appieno il concetto.

Invece facciamole tutte, quelle cose che ci piacerebbe  fare, ma di cui abbiamo paura, diciamole, quelle parole che abbiamo in gola e sembra vogliano uscire ma poi, chissà il perché, rimangono lì!

Perché poi, va a finire che potrebbe pure andarci bene, ed i nostri piccoli/grandi sogni rischierebbero  di realizzarsi e alla fine ci toccherebbe pure sentirci felici davvero… Sia mai!!

Perfetto, diamoci da fare, che la felicità o un attimo di soddisfazione sono spesso a portata di mano, a volte molto più di quanto possiamo credere!!

Basta solo un po’ di coraggio.

 

 

La fretta, nostra nemica!

Iniziamo subito col dire che non è colpa nostra. Su questo non ci sono dubbi, siamo decisamente scagionati!

La fretta: perché quando si vive in un mondo che corre all’impazzata, decidere di precorrere la propria vita lentamente non è solo difficile, risulta quasi impossibile. Poi ci sono persone che caratterialmente sono portate alla velocità ed altre cui già la natura ha regalato un’ inclinazione calma.

Chi, infatti preferisce vivere in luoghi tranquilli, rispetto a persone che amano il caos, ed in quello trovano la propria, personale, lentezza. Non è giusto o sbagliato, essere in un modo piuttosto che nell’altro, come al solito bisognerebbe creare quell’equilibrio, capace di rendere la nostra vita serena, a seconda delle proprie inclinazioni.

Dipende dal luogo in cui vivi, intendo in quale realtà, se cittadina o rurale, se il tuo lavoro ti costringe ad avere a che fare con altre persone che corrono all’impazzata per sopravvivere e naturalmente se la tua famiglia è obbligata a seguire ritmi frenetici, dove la fretta è regina incontrastata, nonostante il desiderio di lentezza.

Di certo sappiamo che non è salutare e che per tutti sarebbe meglio rallentare e seguire il ritmo della natura, che insegna sempre. Noi ci stiamo talmente allontanando dal ritmo del passato che, in realtà, non ci siamo accorti di aver oltrepassato la soglia. Quella che porta al “non ritorno”.

Già, perché non è così facile, di punto in bianco, quando le tue giornate sono scandite dal cronometro, e non dal ciclo del giorno, rallentare senza farsi del male. Un po’ come frenare di colpo un treno ai 450 chilometri orari… Ci vuole un lasso di tempo rispettabile per farlo, senza conseguenze disastrose.

Ecco perché non sono d’accordo sul costringersi a rallentare, a tutti i costi, passando da giornate all’insegna della gara cronometrata all’immobilità assoluta. Esiste una sana via di mezzo, cioè andar dietro al ritmo del pianeta, così veloce, sapendosi però gustare momenti di assoluto relax, chiamiamoli di lentezza, proprio per non dimenticare che le cose migliori vanno gustate con la giusta tranquillità.

 

Stalking sul web

I social media che in questi anno stanno spopolando, portano tutti i vantaggi e gli svantaggi che possiede una società, quindi un insieme di persone di diverso tipo. Così succede che si debba tirare in ballo questo termine, lo stalking, che fino a poco fa non si conosceva così bene.

Stalking significa tutto quello che nel web, a livello comportamentale, porta a qualsiasi utente una certa ansia, se non paura, in seguito a molestie o semplici comportamenti di tipo ossessivo, tali da costringere la stessa a cambiare le proprie abitudini e a non godere più della libertà di cui avrebbe diritto. In poche parole è una violazione della libertà della persona, che si può esplicitare in tante maniere, più o meno gravi.

Sono vere e proprie persecuzione, in certi casi, e proprio in questi giorni mi è capitato di leggerne a riguardo sulla bacheca di un’amica che per lavoro si occupa di programmi di dimagrimento in base ad una giusta nutrizione ecc…Visto che mostra se stessa, proprio per dimostrare i cambiamenti fisici dal “prima” al “dopo”, uniti al suo stato di salute, evidentemente la sua immagine suscita in certi uomini atteggiamenti al limite della decenza, visto che si permettono di commentare, inviare privatamente messaggi a sfondo sessuale, travisando volutamente il messaggio. Diciamo che si può rimanere parecchio infastiditi da pressanti e continui cuoricini, complimenti di vario genere ma di certo ci si sente oltraggiati se il tutto si traduce in pesanti commenti.

A lungo andare questo diventa un oltraggio alla persona ed un comportamento pesante da tollerare. Scrivevo in un articolo, tempo addietro, della netiquette, cioè l’educazione sul web, l’etichetta, indispensabile per poter frequentare un qualsiasi gruppo di persone. Ma succede che il web, rappresentando uno spicchio di società, porti alla ribalta pure questi soggetti, incapaci di leggere una situazione di lavoro ed impegno nella giusta maniera.

Che si può fare? Bannare, rivolgersi alla polizia postale, oppure semplicemente ignorare.

Tristezza!!!

Home sweet home! Casa dolce casa!

Perché tornare nella propria casa, che è un po’ come una tana, dopo una serata, un viaggio o una lunga trasferta è un po’ come trovare quella normalità che spesso ci fa sentire nella cosiddetta confort zone.

É bellissimo lasciare il porto sicuro per qualsiasi avventura, ma sapendo di poter tornare nella tranquillità: una gran bella sensazione!

E poi ogni casa che abitiamo ci rappresenta appieno, con le nostre scelte nell’arredamento, i colori, la disposizione, diciamo che ci rispecchia tanto da poterci tranquillamente rappresentare. E raccoglie ogni nostra energia:  per questo motivo a volte sentiamo il bisogno di cambiare qualcosa, all’interno della stessa, proprio perché le case cambiano con noi. Ed è bellissimo ricordare quella dell’infanzia, assieme agli altri luoghi dove abbiamo vissuto e che hanno segnato parte della nostra vita.

Un luogo colmo di ricordi, oggetti dal particolare significato e, benché non vogliamo dare troppa importanza alle cose, non possiamo negare che raccontino molto su di noi.

E se andar via, lasciando la nostre sicurezza risulta un’evidente sfida, di certo è da tener presente il riadattamento, nel momento in cui si ritorna, dopo aver trascorso tanti anni in un luogo diverso.

Un’insieme di sensazioni contrastanti, e non esiste una sensazione peggiore di sentirsi estranei in un luogo che si credeva già conosciuto, quello in cui si è in parte cresciuti e che, adesso, risulta in quasi ignoto. Di certo perché tutto si evolve e più trascorre tempo, maggiori sono i cambiamenti da affrontare.

Ma come rimane bello tornare a casa, comunque! Per rifare  cose che se ripetute nella quotidianità diventano noiose, ma acquistano subito bellezza se quasi dimenticate!

La magia della normalità che si trasforma in emozione, un arricchimento che è il significato del viaggio, di qualunque tipo sia, anche per lavoro e duraturo.

Mi piace pensare a casa mia come un laboratorio di emozioni, non solo personali, ma di chiunque ci sia entrato ed abbia condiviso qualcosa con me, regalandomi altrettante sensazioni, capaci, da sole , di significare una vita!

La mente ed il corpo, che squadra!!

Inutile volerle dividere. E qui non possono esistere scettici di alcun genere. Noi siamo fatti da/di entrambe. E ci dobbiamo convivere, nostro malgrado. Quindi non possiamo pensare alla mente senza dare un occhio al corpo e viceversa. La nostra medicina, quella occidentale, li ha sempre divisi ma alla fine l’una influenza l’altra in maniera inequivocabile. Le medicina insegna e le neuroscienze hanno confermato: non solo non si può suddividere la mente dal corpo, proprio dal punto di vista scientifico, ma bisogna mettersi l’anima in pace, la mente ed il corpo si influenzano a vicenda e la psicosomatica ne è il miglior esempio.

Mai avuto qualcosa che non sopporti e che ti sta proprio sullo stomaco, per poi avvertire realmente un dolore proprio lì?! Oppure quando sei particolarmente stressato e tutto si riversa dove hai una particolare debolezza.

Quando si dice che ci sono situazione che ti tolgono dieci anni di vita, è vero! Un grosso spavento o un periodo di stress continuo portano seriamente a situazioni di malessere fisico. In poche parole, se l’impatto sul sistema immunitario è ormai riconosciuto, da studi approfonditi si è arrivati a poter confermare che lo stress cronico influisce negativamente sulla possibilità di aumentare la probabilità di contrarre malattie anche gravi.

Perciò, signori, cerchiamo di stare tranquilli il più possibile, impariamo a non prendercela troppo, così da non riempirci di cortisolo, uno dei principali ormoni dello stress che, se si concentra nel nostro organismo, diventa fonte di parecchie patologie, dalla sindrome gastrointestinale, quindi reflusso gastrico, colon irritabile, all’Alzheimer, portando alla formazione di vere e proprie lesioni cerebrali. Per non parlare di problemi cardiaci e via dicendo…

Ed ora che vi ho riportato alla mente queste tragiche verità che posso aggiungere?! Attingerò come faccio spesso a qualcuno ben più saggio e sapiente di me, che dice: Quando tu ridi, tu cambi, quando tu cambi cambia il mondo intorno a te. E aggiungerei… Solo allora starai meglio!!

 

Booking, booking, booking…

Prenotare la vacanza, breve e lunga che sia, nel minor tempo possibile: un pc, una carta di credito et voilà, il gioco è fatto.

Sembra quasi che sia impossibile viaggiare senza sfruttare grandi occasioni: poi, alla fine, quando stai per prenotare, anche partendo da un grande affare, il conto sale vertiginosamente e, alla fine, una piccola fuga dalla realtà, oltre che dalle nostre città congestionate, ci porta comunque a spendere una quantità di soldi che non tutti si possono permettere di fare. Questo è vero ma un tempo era molto più dispendioso.

Ovvio che un tempo viaggiare era unicamente per chi aveva grandi possibilità, ma c’è da dire che dipende sempre dalla meta.

Organizzarsi in tempo per partire non è difficile se si è soli o in coppia, per il resto c’è bisogno di reggere ai desideri di tutti. E online è decisamente vantaggioso dal punto di vista economico e pure veloce: due clic sul tuo pc ed io gioco è fatto.

Certo bisogna tenere ben presente un paio di fattori: primo fra tutti, per esperienza, non farvi abbagliare da foto incredibili, a volte sono unicamente immagini di repertorio e capita pure che non siano reali.

Inoltre da tener conto del fatto che una bellissima fotografia può far apparire una stanza quanto meno più grande di ciò che sembra ed i dettagli sul resto della struttura, soprattutto ciò che non si vede, possono diventare una brutta sorpresa.

Eviterei luoghi di villeggiatura marini dove si vedono immagini di piscine e di mare nemmeno l’ombra, oppure tenete ben presente la distanza tra l’albergo e la city: spesso, per risparmiare con l’albergo si spende l’impossibile in trasporto. Senza contare poi il tempo che si perde negli spostamenti!

Favoloso ed itinerante il giudizio di altri clienti rispetto la vacanza/l’albergo anche se a me possono piacere dettagli che per gli altri sono ininfluenti, per carità!

Gli esperti consigliano di prenotare con un minimo di 3 mesi d’anticipo, rispetto alla data di partenza, sino ad un mese, e chi spinge per accaparrarsi un last minute, sa bene che spesso c’è il rischio di non trovare più un buco, soprattutto per certe mete.

Per il resto, siamo sempre più proiettati verso il mondo intorno, quindi prenotiamo, prenotiamo, prenotiamo!!

La vita è come un boomerang

Dicono sia il karma,  cioè il frutto delle nostre azioni, in grado di attivare il principio di causa/effetto; un concetto che ormai sentiamo da parecchi anni, e ci insegna che ogni nostra azione, in qualche maniera, possa tornarci indietro, anche solo come energia, negativa o positiva che sia, nel tempo.

Che è un po’ come dire “Chi la fa, l’aspetti!” ed anche ai più cinici, quelli che proprio a queste cose non vogliono credere, mi vorrei rivolgere. Immaginiamo per un attimo che tutto ciò che facciamo si manifesti sotto forma di un’energia che ci accompagna sempre, positiva o negativa, naturalmente. Così le nostre azioni tornano indietro, non sotto forma di azioni dirette ma di situazioni.

Succede ad esempio che se tu tratti male una persona, prima o poi ti trovi ad essere trattato nella stessa maniera, ed allora capisci. Perché non c’è come sentire sulla propria pelle un piccolo dolore che, voilà, si sviluppa in noi quel senso di comprensione che prima non sapevamo di possedere.

Un po’ la legge della causa e dell’effetto, come dicevo prima. Naturalmente funziona anche nel senso positivo: tu fai del bene ed ecco che questo ritorna, magari non subito ma ritorna. Ed è vero, senza alcun dubbio!

Eh, la saggezza dei proverbi… “Nella vita tutto torna!” Intendo proprio questo, signori, allora, anche solo per evitare, in forma assolutamente egoistica, di avere dei ritorni spiacevoli alle nostre azioni, pensiamo un pochino, prima di agire. Perché nel corso della nostra esistenza può succedere che se ti comporti male, poi subisci lo stesso trattamento, magari non subito, ma che importa?! E allora sono guai, perché si sa, il dolore degli altri non si sente così forte come quello che si avverte sulla propria pelle…

Guardiamo il fatto positivo: comportandoci come vorremmo si comportassero gli altri contribuiamo a render migliore la nostra vita, prima di tutto, e di conseguenza quella della gente che ci circonda, e se questo meccanismo venisse proposto all’infinito vivremmo di certo su un pianeta da sogno!!!

Già…

 

Pronti per il futuro?!

L’argomento robot mi affascina ma ai mie occhi rimane ancora fantascienza, anche se la realtà non è affatto d’accordo con me.

Leggevo che un robot giapponese ha scritto un romanzo, come co-autore di un essere umano, ovvio. Non ha vinto alcun concorso letterario ma, diciamo, che si è distinto. Unica critica riguarda la descrizione dei caratteri dei personaggi, che risulta decisamente migliorabile.

Ne parla il  Los Angeles Times, lo stesso che nel 2014, esattamento il 14 marzo, ha pubblicato sulla sua testata un pezzo interamente scritto da un robot, sulla pagina di croncaca, descriveva un terremoto. Qual è il punto? É che la notizia è stata pubblicata tre minuti dopo l’accaduto. Questo è strabiliante!!!!

Poi, certo, scrivere un romanzo è un’altra cosa, ma la semplice descrizione, più o meno accurata di un evento, un insieme di dati recuperati alla velocità della luce, beh, vede in un robot l’effetto che si desidera, cioè lo stupire con effetti speciali!

É intelligenza artificiale, alla quale manca, per ora, il tratto tipicamente umano, fatto dalle emozioni.

Ma non mi stupirebbe se nel giro di poco si riuscisse ad umanizzare l’intelligenza artificiale, e che fossimo in qualche modo sostituiti dai robot. Sì, questo mi spaventa, perché abbiamo bisogno di tanto, certamente, non di certo di essere sostituiti. A nessuno piacerebbe e rimane questo il grande rischio.

Per ora, infatti, siamo stati sostituiti in molto lavori che prima si facevano manualmente, e con grande fatica: basti guardare nelle fabbriche, ci sono interi settori dove operano unicamente robot ma perché questi possano prendere il sopravvento e sostituirsi completamente a noi ne passa…

Guardiamo il mio lavoro: la creatività nell’inventare storie, progettarle, scriverle, è davvero improbabile che possa essere il prodotto di un’intelligenza artificiale quindi chi, come me, fa un lavoro che ha a che fare con la scrittura, può dormire sonni tranquilli, almeno per un po’ di anni!!!

 

Il tempo vola!

E non è una banalità! Ti devi inventare una scusa da dire a tua madre per tornare a casa tardi la sera e in un attimo la senti pronunciata dai tuoi figli.

Non è possibile che sia già passato tutto questo tempo, non è giusto, porca la miseria, voglio ancora passare del tempo pensando a cosa mi regaleranno le prossime vacanze con gli amici, voglio ancora un pezzo di adolescenza, bella e inquieta, con mille progetti da sognare.

Invece quel tempo è passato, e l’ha fatto così alla svelta che non ce ne siamo resi conto. Ricordo di ore intere ad aspettare che arrivasse l’orario giusto per un appuntamento importante…

E poi il solito pensiero:” Avere la testa di ora e le potenzialità dei vent’ anni…”

Invece…

Ma no, su, niente è perduto! Se navigate sul web vi sarà capitato di osservare skaters ultra-sessantenni, ballerini ottuagenari formidabili ed atleti incredibili dell’età di mio nonno, ad esempio.  E poi la testa, se allenata quotidianamente riesce sempre a stupirci!

Conosco vecchi di venticinque anni e ragazzini di settanta, perchè la mente è tutto e se continui ad avere sogni, fare progetti e vivere intensamente, beh, la tua vita sarà sempre un insieme di sorprese, sfide e desideri.

E volando il tempo, vola tutto intorno, anche nel mondo del lavoro, negli strumenti di lavoro! Diamo un’occhiata alla tecnologia, quella cambia con una velocità tale, che nel momento in cui hai imparato ad usare sufficientemente bene una qualsiasi cosa, ecco che cambia, anche se, attenzione, non si inventa granchè di nuovo, veramente.

Tutto è la rivisitazione di qualcosa che è stato, in certi casi migliorato, in altri peggiorato. Ma di certo oggi è tutto più veloce, le auto, i treni, le persone e la maggior parte di loro non è capace di stare al passo con tutto quello che vortica all’impazzata intorno.

Così è nato il suo opposto, che è di gran moda: allora siamo pazzi per lo slow food, la meditazione, il tantra… E corriamo, corriamo…

Dietro al tempo, ma quello vola!!!