Avere ragione. Sempre.

Chi la pensa così non fa di certo parte del mio mondo.

Trovo che si sbagli in continuazione, nelle piccole cose. A volte nelle grandi, ma siamo umani, non macchine.

E quelli che pensano di sbagliare poco sono i peggiori: non sono in grado di comprenderlo perché sbagliano pure in questo ragionamento!!

Alla fine si pensa di avere la verità in tasca, senza accorgersi che la stessa situazione si può vedere da prospettive diverse.

E poi, come ci è arrivata quella ragione, nelle tasche?

La convinzione di sapere/conoscere a fondo ogni contesto, quindi essere depositari della verità, è come essere convinti di conoscere tutto su un argomento, non avere più nulla da imparare. Qui sta lo sbaglio.

É una forma di presunzione.

Sarà che io penso sempre di non sapere abbastanza su un qualsiasi argomento ed approfondisco in continuazione.

Per mia natura, sicuramente, per lavoro, che incontra la mia stessa natura,  e perché sono convinta dell’assoluta ignoranza di chiunque.

Un po’ la storia della nonnina, che a 95 anni diceva di non voler morire soprattutto perché ogni giorno avrebbe potuto imparare ancora qualcosa. E ancora, e ancora.

Un po’ perché la verità per una persona è come una prospettiva. Se una foto la scatto io, il risultato è determinato da me, ma se chiunque altro decide di ripetere l’identico scatto, il paesaggio cambia. Ma va’?!

E di verità assolute, nella vita, incontrastabili, ce ne sono davvero poche.

Comunque, a tutti quelli che credono di avere sempre ragione, ed insistono, direi tranquillamente: “Rilassatevi! Tanto la terra gira nella stessa maniera e tutto prosegue anche senza la vostra opinione. E capita, nella vita, di avere anche torto!”

Consiglio di riderci sopra, o berci sopra, se preferite!

Sennò continuate a credere di essere nel giusto e un giorno capirete che è come camminare su un leggero strato di ghiaccio: prima o poi cederà.

 

 

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