Salviamo l’entusiasmo.

Già, l’entusiasmo!

Avete presente quando vi apprestate a fare qualcosa che vi piace parecchio, e non state più nella pelle?

Guardate in continuazione l’ora per controllare se si stia avvicinando il momento.

Da bimbi era un’esperienza frequente ma col passare del tempo sembra quasi che non siamo più capaci di entusiasmarci veramente.

E non ditemi che bisogna pure avere un qualcosa che scateni l’entusiasmo, perchè per chiunque quel qualcosa esiste.

Può essere un progetto di vita/lavoro/vacanza, qualunque esso sia, è necessaria una bella dose di trasporto, passione. Che, come l’amore, c’è o non c’è, dipende da come si è di carattere. Ma senza quello non è la stessa cosa.

Partiamo dall’etimologia. Entusiasmo: dal greco en, dentro e thèos dio. Dio dentro. Pieno di un Dio, cioè divinamente ispirato.

Perché, voglio dire, non è solo frutto di quello stato febbrile di eccitazione, ma rappresenta un qualcosa di estremamente più profondo, potente. È una forza capace di arrivare ovunque, di farci sentire quasi onnipotenti. Ci travolge/coinvolge ad un punto tale da essere virale!

Sì, l’entusiasmo si trasmette, e funziona, soprattutto se vicino abbiamo persone in grado di recepirlo e di trasmetterlo a loro volta.

Da insegnare con l’esempio ai propri figli, che sappiano cosa si perdono senza quello stato di passione, esaltazione, eccitazione, impeto, smania, foga, fervore, trasporto, ammirazione, dedizione. (Treccani docet).

Certo, è un modo di dedicare energia, tanta energia, a qualcosa. Senza la quale, peraltro, ben poco può realizzarsi.

É la molla che  fa scattare nuovi progetti, che accompagna ogni piccola/grande realizzazione.

Ed è pure uno stato emotivo necessario a raggiungere qualcosa. Senza entusiasmo la vita è piatta, non si arriva a nulla di importante, il cambiamento, l’evoluzione, quindi, non hanno ragione di esistere.

Che tristezza!

Invece l’entusiasmo è sinonimo di sorriso/allegria e di gente che ci prova, magari ci vuole credere, nonostante i mille ostacoli, le esperienze negative, il timore.

E se ci provi, puoi anche riuscirci.

Sennò?

Sennò, “Buona vita”, che senza entusiasmo, comunque, sarà sempre mediocre.