Il cambiamento.

Ci siamo abituati a maggiori cambiamenti, rispetto ad una volta.

Le famiglie, ad esempio, nonostante non stessero più in piedi , nemmeno con la colla, andavano avanti, disgraziate, ma il cambiamento di stato civile non era accettato, in genere.

Così il lavoro: succedeva spesso che si iniziasse a lavorare giovanissimi e per tutta la vita fosse quello.

Anche le vacanze, le canzoni ne erano testimoni: “Stessa spiaggia, stesso mare…”

Oggi no.

Tutto cambia alla velocità della luce: famiglia, lavoro, casa, situazioni.

E non dico sia un bene, la mia è solo un’osservazione.

Il cambiamento è evoluzione, si dice “Chiusa una porta si apre un portone” e che “Se non si ha il coraggio di cambiare non si arriva a nulla”.

Vero, ma una sana via di mezzo? No???

Rimanere intrappolati in situazioni di qualsiasi tipo senza avere la possibilità di cambiare è davvero triste.

Ma l’obbligo di continuare a alternare, avvicendare, convertire, invertire, cambiare, rovesciare, mutare, modificare, sostituire, spostare, rimuovere, trasformare, tramutare, variare, alterare, falsare, snaturare, innovare, migliorare, correggere, mi mette una certa ansia.

Ho reso l’idea?

A volte la tranquillità è anche fare la stessa strada per arrivare nel posto conosciuto, dove le abitudini si sono fermate. E gustare di momenti che sembrano fermare il tempo. Un’ illusione, certo, che a volte fa bene.

Il punto è che questa macchina in cui siamo coinvolti, ormai viaggia ad una velocità assurda e spesso senza controllo.

Quindi ogni tanto ci incidentiamo, ma abbiamo imparato pure a guarire in fretta, superficialmente almeno, e a ripartire subito. Senza fermarci.

A volte, quando realizzo tutto questo, mi fermo a guardare ciò che amo di più, la natura, ed osservo i suoi tempi.

Non puoi cambiare il suo modo di evolversi, l’ora dell’alba o del tramonto. E nemmeno il tempo in cui un fiore sboccia.

Ah, sì, questo lo possiamo fare. Ma con quali risultati?

Allora vorrei essere in riva al mare, adesso, ed osservare le onde infrangersi seguendo il proprio ritmo, che non possiamo decidere noi, cambiare.

Possiamo solo buttarci tra le loro braccia e nuotare, assecondando le correnti e lasciandoci andare, solo un attimo, prima di tornare a riva e goderci il tramonto, di quel rosso intenso che ci piace tanto e che non abbiamo scelto noi.

Una meraviglia!

 

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