Emozioni a vendere

Tutti a caccia di nuove emozioni.

Se non ti sei lanciato da un ponte, ed intendo senza avere idee di suicidio, puoi buttarti in un punto del mare dove ti troverai faccia a faccia con gli squali.

Invece di fare bird watching, che è da sfigati perché non c’è pericolo, meglio cercare serpenti velenosi e fare a gara tra chi viene morso e riesce in meno tempo a coprire la distanza chilometrica per raggiungere un ospedale e farsi iniettare il siero che combatta esattamente quel tipo di veleno.

Sennò sei “out”.

Oppure molto di moda tutti quegli sport dove il pericolo esiste davvero.

Ci sono tante persone poco atletiche, visibilmente non allenate, che si buttano in rischiosissime prove col parapendio/deltaplano, rafting e kitesurfing, in luoghi dove il vento è così forte che ti porta tranquillamente a casa senza il bisogno del biglietto aereo di ritorno.

Perché di questi tempi l’importante è mostrare coraggio, soprattutto mostrarlo.

Quello vero, intendo la forza di esporsi realmente, di togliersi la maschera che si tiene addosso, è molto più difficile da trovare.

Allora via con il rischio per il nostro corpo, la nostra vita, un po’ una sfida tra noi e la natura.

Invece assolutamente bloccati quando ci viene richiesto di mostrarci al di là dei tatuaggi, l’abbigliamento aggressivo e le parole centellinate.

Molto più complicato aprirsi alle emozioni vere, quelle che ti scoprono veramente, ma che sanno regalare sensazioni uniche. Indimenticabili.

A volte una frase dettata dal cuore, ha maggior forza di una corsa sfrenata su un’auto da corsa.

Altra sensazione, direte, ed entrambe dettate dalla passione.

Ma, scusate, volete mettere una località che vi piace, con accanto una persona che vi trasmette qualcosa di bello e l’idea di condividere a presto altre emozioni, in un crescendo di aspettative?

Preferite ancora la corsa sfrenata o qualche altra diavoleria adrenalinica?!

De gustibus…

 

 

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