La scelta è una cosa seria

Passiamo la vita a scegliere, anche senza accorgercene: prendiamo una strada piuttosto che un’altra, guidati da non so cosa: forse l’istinto, il cuore, il cervello.

Comunque scegliamo, in continuazione.

Anche quando non vogliamo farlo: nel semplice gesto di “non scegliere” scegliamo una seconda situazione, di stallo.

Spesso poi pensiamo che sia stato il nostro cervello ad avere la meglio, quando, invece l’ha fatto il cuore, oppure insieme.

Ci sono scelte difficili da prendere, in base alle persone coinvolte, alle incognite, e ci accorgiamo di aver sbagliato proprio riguardo a quelle che abbiamo deciso con maggior sicurezza.

Come ci poniamo rispetto alle scelte? Rimandiamo? Tendiamo a far scegliere gli altri per noi? Chiediamo consigli? Facciamo di testa nostra?

C’è un infinito mondo di possibilità che si apre dinnanzi ad un bivio: sembrano due strade ma spesso sono almeno il doppio, tutte ugualmente percorribili.

Non ne faccio una questione di “giusto o sbagliato” ma di modalità con cui si prendono le decisioni.

Da giovanissimi è l’istinto, in genere, ad avere la meglio, più avanti con gli anni prende il sopravvento il cervello: l’esperienza insegna.

Esistono meccanismi capaci di riproporsi infinite volte ed è per questo motivo che si tende a fare lo stesso errore rispetto a determinate situazioni.

In teoria l’esperienza dovrebbe insegnare. In pratica non funziona spesso.

É importante avere l’umiltà di chiedere consiglio a chi, pensiamo, sia più saggio!

In genere chiediamo lumi, invece, alla persona più vicino a noi, magari con le nostre stesse caratteristiche, quindi funziona poco.

Certo è che siamo tutti bravissimi a dare consigli assennati. Trovandoci poi nella stessa situazione tutto cambia: la visione distaccata aiuta.

Dovremmo avere tutti a disposizione “il grande saggio”, in grado di aiutarci nelle scelte più difficili.

In realtà c’è chi si affida solo all’istinto e chi a qualche ciarlatano. Per poi ricordare, magari a distanza di anni, di aver fatto ancora, la scelta sbagliata.

C’est la vie!

 

 

 

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