La passione non è per tutti

Convinta sia nel dna di una persona, quindi possa esserci, oppure no.

Non starò a soffermarmi sulla parola in sé, che ritengo sia una di quelle di cui si abusi di più.

Ma sulla sua reale importanza.

Perché per me ha un significato del tutto preciso: se uno mangia la pizza una volta a settimana, aldilà del fatto che sia in rispetto per la propria dieta, non ha la passione per la pizza.

Al contrario appartiene ad una persona che la mangia spessissimo, e ne vorrebbe di più, quindi si trattiene.

Come per ogni tipo di passione. Per me è da comparare all’ossessione per qualcosa.

Una persona che abbia davvero la passione per la lettura non leggerà 10 libri l’anno. Ne leggerà almeno 50, nonostante faccia un lavoro che lo impegna tantissimo ed abbia mille impegni extra. Perché troverà il modo di farlo appena ha dieci minuti liberi.

Quindi vediamo di usare le parole dando loro il giusto peso.

Se senti una passione per qualcosa, farai di tutto per averla/vederla/mangiarla/studiarla/capirla.

Se non è così hai sbagliato ad usare il termine. Ti piace qualcosa.

Certo, il limite tra passione e ossessione è davvero minimo ma quando usiamo un termine dovremmo conoscerne la realtà. Non esiste cosa per cui io senta passione vera che non risulti in qualche modo un’ossessione.

Un po’ come in amore: la passione per un uomo o una donna ti farà di certo compiere qualcosa di pazzesco per lui o lei.

Annullerai anche un pochino tutto ciò che sta intorno, cambierai abitudini, sarà sempre al primo posto ed è quello, di diritto, che occuperà rispetto a tutto il resto.

Se non è così, è tiepido amore, che può andar benissimo: meno impegno, minor coinvolgimento, sbattimento relativo.

Ma non è passione, e non ne ha il minimo sentore.

Perché la passione, verso qualsiasi cosa, quando esiste, si sente da lontano.

 

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