Sì, la scrittura è una patologia

E scrivere è magia

Se quando leggi, il contenuto si traduce in quella magia.

Purtroppo molti pensano di scrivere bene ma l’argomento è molto complesso.

La cartina tornasole della scrittura infatti è la lettura del testo.

Quando per leggerlo vi dovete soffermare, non capite il significato all’istante e dopo dieci righe avete voglia di versarvi un bicchiere di acqua, vuol dire che lo scritto non funziona (o non bevete da 24 ore!).

Il contenuto deve fluire. Come diceva Calvino nel suo “Mestiere di scrivere” ci vogliono tanti elementi, ma non sono da dimenticare la semplicità e la leggerezza.

Un testo va bene quando non dovete tradurre ogni parola non troppo chiara, ed i concetti vi risultano così lontani . Diventa tutto più difficile, così.

Un po’ come quando studiavate una materia per voi più complicata da apprendere.

Al contrario, quando leggete un testo, che sia un post o una presentazione aziendale, se lo fate d’un fiato, allora funziona.

Come bere un bicchiere di qualcosa che vi piace da impazzire. Questo dovrebbe succedere.

E poi, parlare è naturale: impariamo a parlare tutti, in una maniera o nell’altra, senza alcun insegnamento specifico.

Scrivere o leggere no. Dobbiamo andare a scuola e studiare le regole necessarie per farlo.

E non è sufficiente, perché ci vuole una bella dose di predisposizione naturale che unita allo studio e alla passione danno come risultato la scrittura di un ottimo testo.

Steven Pinker – docente di psicologia del linguaggio ad Harvard – sostiene che “La buona scrittura rende l’azione innaturale di leggere molto simile alle due azioni più naturali che conosciamo: parlare e vedere”.

Non posso che essere d’accordo, ma non è come dire che se tutti cantano, tutti sappiano cantare.

Vorrei solo farvi stare un giorno al posto mio, quando il vicino di casa si sveglia ed intona canzoni folli sotto la doccia.

Alle 6 di mattina.

Mai provato?!

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