La savana è anche qui da me

Il parco: un microcosmo da esplorare.

Ho la fortuna di vivere quasi all’interno di un parco frequentatissimo da chi della corsa ha fatto la propria ragione di vita.

Va da sé che anch’io, almeno tre volte la settimana adotti la mia andatura, la camminata veloce, e parta.

Questo mi permette di impiegare il tempo che desidero per percorrere un giusto chilometraggio e, soprattutto, mi regala la possibilità di osservare ogni cosa come l’indole mi porta a fare.

Anche oggi, visto i presupposti – cielo terso, temperatura sopportabile, mia iperattività cronica – ho iniziato nella veloce impresa di attraversare il parco, cioè un pezzo, diciamo i tre ponti.

Mille pensieri mi accompagnano ogni volta e dipende da cosa/chi vedo o da cosa sento.

C’è sempre molto da considerare, anche perchè sulla mia destra scorre il fiume, altra fonte di osservazione.

Un po’ come fare un vero e proprio safari. Altro che lo Tsavo o Serengeti!

Scoiattoli a più non posso, corvi, piccioni, pure topi dalle più svariate dimensioni; cani, a volte cavalli, e naturalmente l’animale più incredibile fra tutti:  l’uomo che passeggia/corre/si rilassa.

Vista la mia andatura veloce è facile che non ascolti interi discorsi, solo stralci, a volte sufficienti per costruirci storie intorno, da scribacchina fanatica quale sono.

Ma la mia osservazione più interessante, oggi, visto il giorno, domenica, e l’orario, le quindici, è stata lo studio dei numerosissimi micro-nuclei famigliari.

La domenica è sempre così: volendo fare un sunto e generalizzare, posso dire che il padre pensa, la madre guarda lo smartphone ed il piccolo/i piccoli si arrangiano. 

Difficilmente vedo in loro un gruppo attivo che giochi o condivida un’esperienza.

Capita, per carità, ma ciò che osservo più spesso è che il padre insegni ai figli come far qualcosa, e lo faccia sempre con quell’aria che vuole dire: ascolta/guarda e prendi esempio, ti sto donando il sapere che tu trasmetterai agli eredi!!!

Alla fine, la massima condivisione, i piccoli ce l’hanno con gli animali circostanti: un cagnolino che passa e scodinzola e soprattutto scoiattoli affamati che si avvicinano.

A quel punto scatta la madre/fotografa ufficiale, il padre distoglie lo sguardo dal nulla ed i piccoli, finalmente gioiscono.

Grazie bestioline adorate, ancora una volta siete voi a salvare le situazioni!

Ve lo dicevo, altro che Serengeti!!!!

P.S. Non me ne voglia Baz Luhrmann, o il traduttore, ma avrei usato “sia” 😉

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