Web analytics: come funziona veramente

Semplificando al massimo. Lo so, gli esperti storceranno il naso! 

Ricordate il mio articolo sulla strategia, quando dicevo che per ogni obbiettivo è necessario averne una?

Anche nella web analytics  l’approccio deve essere questo.

Prima di tutto è necessario avere una visione a 360° della nostra attività sul web, perché solo analizzando i dati in relazione ad azioni fatte precedentemente e quelle che verranno di conseguenza, riusciremo a capire l’andamento di tutto.

E  a lavorarci per far sì che funzioni ciò che vogliamo che vada a segno.

È una questione proprio di atteggiamento, di strategia, appunto.

Se noi osserviamo i flussi di navigazione con attenzione alle sessioni aperte, gli obbiettivi, il numero delle pagine, le conversioni ed altro ancora, analizzando unicamente le singole azioni, non stiamo sbagliando ma non deve essere l’unica nostra strategia, deve essere solo la base.

La differenza la fa la comprensione completa del percorso degli utenti, analizzati con un’altra lente di ingrandimento.

Il problema di web analytics, è che quando si ha a che fare con utenti non ci sono regole, perché questi non sono persone uguali, quindi con comportamenti standardizzati.

Ecco perché le difficoltà non si possono bypassare applicando regole sterili.

Oltretutto non è sufficiente leggere i dati analitici seguendo i nostri soliti obbiettivi. No. 

Bisogna verificare, misurando con i relativi strumenti – vedi KPI ( Key Performance Indicator ) , come sta funzionando la nostra strategia mentre la stiamo mettendo in pratica!!

Già, cari miei, all’interno di un lavoro di comunicazione c’è ovviamente anche questa parte, che ci permette di rilevare, in corso d’opera, come sta funzionando.

E se non sta andando troppo bene saremo in grado di calibrare il tiro, modificare, insomma di correggere e quindi di permettere al nostro cliente di spendere al meglio il suo denaro.

E non è un passaggio che si possa saltare a piè pari.

Sarebbe come volersi lanciare con un paracadute senza conoscerne il meccanismo: ti può anche andar bene una volta.

Io non rischierei.

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